mercoledì 29 marzo 2017

Moduli di Storia - 4

 Storia 4 - Moduli 1-3

 C4 - U1
L'Europa nella prima metà del Seicento

1 - IL DECLINO DELL'IMPERO DEGLI ASBURGO

INTRODUZIONE - Il sec. XVII è per molti aspetti analogo al sec. XIV: come il Trecento è infatti un secolo di transizione, dove si completa l'assetto geopolitico dell'Europa moderna. Il secolo si apre con la scomparsa - nel giro di un decennio - dei tre grandi protagonisti della seconda metà del Cinquecento: Filippo II di Spagna, Elisabetta I d'Inghilterra ed Enrico IV di Francia. Il clima politico-sociale è instabile a causa delle GUERRE DI RELIGIONE:
• in Francia, dove gli ugonotti, grazie all'EDITTO DI NANTES, godono di numerosi privilegi e per questo sono invisi ai cattolici (lo stesso Enrico IV è assassinato da un prete cattolico);
• in Inghilterra, dove si riaccende la tensione tra anglicani e cattolici e si aggrava la frattura all'interno della stessa Chiesa d'Inghilterra a causa della setta dei puritani;
• negli Stati Regionali tedeschi, dove il tentativo di imporre il cattolicesimo è la causa della GUERRA DEI TRENT'ANNI.
Accanto alle tensioni religiose si diffonde un profondo malessere politico e sociale:
• nell'Italia spagnola, a causa dell'aumento della pressione fiscale;
• in Francia, a causa della lotta di potere tra la nobiltà di spada e la nobiltà di toga;
• in Inghilterra, a causa dello scontro tra  monarchia, chiesa anglicana e parlamento;
• negli Stati Regionali tedeschi, a causa dei tentativi di ingerenza del potere centrale sulle autonomie locali. 

IMPERO ASBURGICO - Dopo l'abdicazione di Carlo V,  nel 1556, l'Impero era stato diviso e i Principati tedeschi erano stati affidati al fratello di Carlo, Ferdinando. La PACE DI AUGUSTA del 1555 aveva di fatto concesso ai principi la libertà di far professare ai sudditi la propria religione (CUIUS REGIO, EIUS RELIGIO). La conseguenza di tale principio fu l'AUTONOMIA dei vari Principati sia dall'autorità della Chiesa di Roma che dal potere centrale dell'Imperatore. Quello che era stato il Sacro Romano Impero era ormai un Impero solo di nome, formato da Stati Regionali praticamente autonomi e divisi in due Leghe, una protestante a maggioranza calvinista e una cattolica. Di questa divisione approfittó la Francia di Richelieu e Mazarino, che usó il clima di tensione politica e religiosa in atto nei Principati tedeschi allo scopo di distruggere l'Impero Asburgico, che di fatto era già dissolto in una moltitudine di piccoli Stati, deboli e disuniti, e perció facili da controllare.

LA GUERRA DEI TRENT'ANNI - La guerra, che duró dal 1618 al 1648, ebbe come causa occasionale la cosiddetta QUESTIONE BOEMA: al tentativo di imporre la religione cattolica la calvinista Boemia reagisce con una violenta reazione popolare contro i funzionari reali, che vengono buttati giù dalle finestre del Palazzo Reale di Praga (la DEFENESTRAZIONE DI PRAGA) e offre la corona al protestante Federico V, Principe Elettore del Palatinato. In realtà il conflitto non solo coinvolge la Boemia solo marginalmente, ma non è neppure una vera guerra di religione, bensì è il frutto dell'abile strategia della Francia di Richelieu nella lotta per l'egemonia politica in Europa. La Francia partecipa solo alla quarta fase del conflitto (detta appunto per questo FASE FRANCESE) nel corso della quale si svolge la BATTAGLIA DI ROCROI, in cui l'esercito imperiale è sconfitto dalle armate francesi, guidate dal PRINCIPE DI CONDÉ.
La guerra si conclude con la PACE DI WESTFALIA (1648) che assegna alla Francia l'egemonia politica in Europa, mentre di fatto scompare l'Impero, sostituito dagli Stati Regionali tedeschi. Il conflitto ha una coda nella guerra tra Francia e Spagna che si chiude nel 1659 con la PACE DEI PIRENEI.

2 - LA SPAGNA E L'ITALIA SPAGNOLA NEL XVII SECOLO

SPAGNA - Dopo la morte di Filippo II la Spagna inizia la sua inesorabile decadenza. Le finanze spagnole sono in crisi da tempo e la situazione è salvata solo dagli aiuti dei banchieri genovesi. Il Ministro Caspar DE OLIVARES predispone una nuova riforma fiscale, gravando con le tasse i territori stranieri soggetti alla Corona, provocando la reazione dei ceti più poveri (sopratutto a Milano e a Napoli). In politica estera la Spagna si deve arrendere all'Olanda, con cui era in lotta da anni, che guadagna l'INDIPENDENZA RELIGIOSA, sia quella POLITICA, ma anche un ruolo di primo piano come potenza navale. Nel 1659 la Spagna deve arrendersi anche alla Francia, con la quale stipula la PACE DEI PIRENEI, suggellata dalle nozze del re LUIGI XIV con l'Infanta MARIA TERESA.

ITALIA - Come si sa, l'Italia diventa spagnola nel 1559, con la PACE DI CATEAU CAMBRESIS. La Spagna controllava buona parte del territorio italiano (Milano, Napoli, le due Isole maggiori) e manteneva uno stretto legame con lo Stato Pontificio, da sempre alleato della Corona spagnola. Erano invece indipendenti dalla Spagna la Savoia, Genova e Venezia.
L'Italia del Seicento vive un periodo difficile a causa di due fattori che ne ostacolano lo sviluppo economico:
• l'epidemia di PESTE, descritta anche da Manzoni nei Promessi Sposi;
• la concorrenza commerciale delle manifatture del Nord Europa, che offrono un prodotto a basso costo e di qualità inferiore.
Per contrastare gli effetti della MASSIFICAZIONE PRODUTTIVA del Nord Europa, si avviano nuovi settori di produzione come quello serico, quello cartario, quello vinicolo.

GLI STATI ITALIANI - Il Ducato di Savoia si allarga al Piemonte e alla Liguria, grazie alle due GUERRE DEL MONFERRATO. I Savoia approfittano del declino spagnolo e della situazione di instabilità della Lombardia, scossa dalle rivolte popolari dopo le riforme dell'Olivares.
Venezia difende la sua autonomia dalle ingerenze dello Stato Pontificio, annullando la secolare immunità del clero: il papa, PAOLO V, punisce i veneziani con l'INTERDETTO (una specie di scomunica dell'intero territorio veneziano). A difendere l'autonomia di Venezia c'è un frate dalle idee riformiste, Paolo SARPI, e i protestanti calvinisti, che obbligano il papa a revocare l'interdetto per evitare un'altra guerra di religione.
A Napoli, gravata come Milano dalla riforma fiscale, la tassa sulla frutta innesca una rivolta popolare guidata dal pescivendolo Tommaso Aniello, detto MASANIELLO, che non avrà peró successo.

3 - LA FRANCIA E L'INGHILTERRA NELLA PRIMA METÀ DEL SEICENTO

INTRODUZIONE - Il re francese Enrico IV muore assassinato lasciando erede il Delfino LUIGI XIII, ancora troppo piccolo per regnare. La reggenza è assunta dalla vedova di Enrico, la sua seconda moglie MARIA DE' MEDICI, donna scaltra e manipolatrice; il governo dello Stato è affidato ad Armand Du Plessis,  Cardinale di RICHELIEU.
In Inghilterra, alla morte di Elisabetta I Tudor, che non aveva avuto figli, la Chiesa Anglicana autorizza l'ascesa al trono di GIACOMO STUART, orfano della cattolica regina MARIA DI SCOZIA (cugina di Elisabetta I e da questa fatta giustiziare), il quale, dopo la morte della madre, era stato educato dai calvinisti scozzesi e pertanto risultava l'erede più indicato al trono inglese.

LA FRANCIA DI RICHELIEU - La Francia era in cerca dell'egemonia e perció spinge i principi tedeschi alla rivolta contro l'imperatore, ben consapevole della fragilità causata dall'isolamento e dalla divisione degli Stati Regionali tedeschi. La vittoria nella GUERRA DEI TRENT'ANNI e la PACE DI WESTFALIA del 1648 consacrano il primato francese in Europa. In politica interna Richelieu deve fare i conti con due fattori di instabilità:
• le rivendicazioni degli ugonotti, i calvinisti francesi, che mettevano in pericolo la credibilità della Francia come difensore della Chiesa di Roma;
• la lotta tra la NOBILTÀ DI SPADA (cioè l'antica nobiltà baronale) e la NOBILTÀ DI TOGA (cioè i funzionari pubblici).
Le pretese ugonotte, consolidate dall'EDITTO DI NANTES del 1598, furono circoscritte con una dura rappresaglia allo scopo di ridurne il crescente potere. Le tensioni politiche sfociarono invece nella FRONDA, una rivolta aperta e dichiarata che finì per coinvolgere lo stesso sovrano. Oggetto del contendere era la possibilità (per la nobiltà di toga) di ereditare o vendere il proprio incarico (PAULETTE). La revoca della paulette innesca due fronde:
• una PARLAMENTARE tra le due fazioni nobiliari per il mantenimento del privilegio;
• una PRINCIPESCA guidata dal Principe di Condè contro il sovrano.

LA FRANCIA DI MAZARINO - Richelieu e Luigi XIII muoiono nello stesso anno, il 1642. Il Delfino LUIGI XIV era ancora bambino, così la reggenza fu assunta dalla madre ANNA D'AUSTRIA e il governo dello Stato fu affidato al Cardinale Giulio MAZARINO. La Francia di Mazarimo conosce um periodo di grande sviluppo economico. Il rilancio della  manifattura locale, la costituzione di una Compagnia delle Indie e l'adozione del PROTEZIONISMO del Ministro Jean-Baptiste COLBERT, che privilegiava il prodotto interno rispetto alle importazioni dall'estero, consolida il ruolo economico di primo piano della Francia. In politica estera, dopo la Pace di Westfalia, la Francia prosegue la guerra con la Spagna con cui nel 1659 conclude la Pace dei Pirenei, suggellata dalle nozze di Luigi XIV con l'Infanta Maria Teresa.

L'INGHILTERRA STUARTIANA - Dopo la morte di Giacomo I Stuart il potere era conteso tra la Corona, il Parlamento e la Chiesa Anglicana.
L'ATTO DI UNIFORMITÀ, con cui Elisabetta aveva ratificato l'ATTO DI SUPREMAZIA di suo padre Enrico VIII, affidava al re il potere esecutivo e quello di Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra. Contro i due ppteri si erano rispettivamente schierati il gruppo politico dei Livellatori e la setta anglicana dei Puritani. La tensione cresce dopo il 1629, quando il re CARLO I STUART, il successore di Giacomo I, scioglie entrambe le Camere del Parlamento e pone le basi per una monarchia assoluta. I principali motivi dello scontro istituzionale furono:
•  l'estensione arbitraria della SHIP MONEY (la tassa destinata alle sole cittá portuali, ora applicata a tutte le città del regno) che Carlo I fa votare a una parte dei deputati (il PARLAMENTO CORTO); 
•  la  riforma della Chiesa Anglicana per arginare le pretese deila setta presbiteriana scozzese e dei puritani inglesi, i quali non riconoscevano l'autorità spirituale del sovrano come previsto dall'Atto di Uniformità di Elisabetta I Tudor.
Le tensioni sfociano nel 1642 nella GUERRA CIVILE, che contrappone tre eserciti:
• i Cavalieri, l'esercito di Carlo I;
• le Teste Rotonde, i soldati della Chiesa Anglicana, così detti per l'usanza di rasarsi i capelli;
• i Fianchi di Ferro, le armate del Parlamento, così detto a causa degli scudi usati a protezione.
Carlo I viene sconfitto, ma riesce a fuggire in Scozia, dove ricostruisce un proprio esercito. Il potere è assunto dal deputato Oliver CROMWELL, che forma un esercito di volontari, il New Model Army. Il Parlamento peró è diviso e Cromwell è costretto a epurare gli estremisti e gli anglicani, formando un RUMP PARLIAMENT (ossia un troncone di Parlamento), instaurando un regime parlamentare. Carlo I  Stuart viene catturato e giustiziato nel 1649.

 C4 - U2
L'apogeo dell'Ancien Régime

1 - L'ETÀ DI LUIGI XIV

INTRODUZIONE - Luigi XIV di Borbone sale al trono nel 1643, alla morte del padre Luigi XIII. Poiché era un bambino di soli cinque anni, come accadde per suo padre, non potè regnare subito, e la reggenza fu affidata alla madre, Anna d'Austria, coadiuvata dal Cardinale Giulio Mazarino. Il regno di Luigi XIV è noto per la sua durata: si conclude infatti nel 1715 con la morte del sovrano, oltre 70 anni di regno. Il modello politico della Francia, che dopo il 1648 diventa lo Stato più influente tra le monarchie europee, viene imitato dalla Russia di Pietro il Grande, mentre in Inghilterra la GLORIOSA RIVOLUZIONE e la fine della monarchia stuartiana segnano l'avvento del LIBERALISMO.

LA FRANCIA DI LUIGI XIV - Luigi era nipote di Enrico IV (nonno paterno) e di Filippo II di Spagna (nonno materno). Alla morte di Mazarino - nel 1661 - assunse il potere in modo ASSOLUTO ponendo fine all'instabilità politica, sociale e religiosa del paese. Alla fine della guerra con la Spagna e alla stipula del Trattato dei Pirenei (1659) Luigi XIV sposó l'Infanta Maria Teresa di Spagna, sua cugina di primo grado (il re Filippo IV di Spagna era fratello di  Anna d'Austria e la regina Elisabetta di Spagna era la sorella di Luigi XIII). L'appellativo di RE SOLE (Roi Soleil) è usato per la prima volta nel 1662 e  rappresenta in modo inequivocabile il progetto politico del sovrano.
In politica estera Luigi XIV porta avanti il disegno espansionistico dei suoi predecessori e del Cardinale Mazarino:

• nel 1678 si conclude (con la vittoria francese) la GUERRA DI DEVOLUZIONE, che Luigi XIV aveva dichiarato al re di Spagna Carlo II d'Asburgo rivendicando appunto la "devoluzione" dei Paesi Bassi Spagnoli in virtù del suo matrimonio con Maria Teresa
• nel 1672 inizia la GUERRA DI ANNESSIONE contro l'Olanda (protestante e orgogliosa della sua autonomia politica e religiosa) che resiste coraggiosamente alle armate francesi sotto la guida dello Staatholder Guglielmo d'Orange - il futuro re d'Inghilterra Guglielmo III - che fa aprire le dighe per impedire l'invasione dell'esercito del Re Sole
• nel 1678, dopo la pace di Nimega, che mette fine alla guerra con l'Olanda, Luigi XIV inizia una campagna di annessione territoriale, che lo porta a occupare militarmente vari centri come Metz e Strasburgo e, in Italia, Casale Monferrato. 
• le mire espansionistiche di Luigi XIV furono peró ostacolate dalla Lega di Augusta che impegna la Francia in una guerra decennale (1687-1697) che si conclude con la resa del Re Sole  e la firma della pace di Rijswijk

La politica interna del Re Sole aveva l'obiettivo di rafforzare e proteggere l'assolutismo regio. Per quanto riguarda la politica religiosa gli ostacoli principali al piano assolutistico del Re Sole erano non solo gli ugonotti ma anche i cattolici, contro i quali Luigi XIV applica le seguenti misure:

• l'emanazione nel 1685 dell'Editto di Fontainebleau che revocava l'Editto di Nantés che dal 1598 tutelava gli ugonotti
• l'emanazione dei quattro ARTICOLI GALLICANI e la NAZIONALIZZAZIONE della Chiesa Cattolica francese (CHIESA GALLICANA)
• la persecuzione della setta cattolica del GIANSENISMO (dal nome del teologo Cornelius Jansen) e la chiusura nel 1710 della scuola  di PORTOREALE gestita appunto dai Giansenisti, il cui leader, Antoine Arnaud, era stato già esiliato da anni

Per allontanare i nobili di spada dai centri del potere politico Luigi XIV fece costruire a VERSAILLES - in aperta campagna - una reggia dove confinó la sua corte, distratta con feste ed altri eventi mondani. La borghesia, che era più autonoma, fu tenuta a freno con l'assegnazione di uffici e incarichi di  nomina regia, per favorire un maggiore controllo. L'efficacia di queste misure era rafforzata da esecuzioni e torture in pubblico, alle quali spesso assisteva lo stesso re. 
Sul piano economico la Francia diventa una delle nazioni più ricche anche grazie alle idee di COLBERT, Ministro delle Finanze durante il governo di Mazarino. 

L'INGHILTERRA DOPO CROMWELL - Dopo la pace di Westfalia del 1649 la Francia esercita un'egemonia praticamente incontrastata nell'Europa continentale, dato che gli interessi inglesi erano concentrati sul primato navale e sulla difficile situazione interna.
Nel 1658 muore Oliver Cromwell e in Inghilterra si crea una situazione di instabilità che porta sul trono l'erede legittimo di Carlo I cioé CARLO II.
Nonostante un primo periodo di apertura e tolleranza, Carlo II aveva vissuto alla Corte del Re Sole ed era intenzionato a riprodurre il modello politico francese, poi rafforzato da GIACOMO II, fratello e successore di Carlo, e, come lui, amico di Luigi XIV. La dipendenza stuartiana dal Re Sole, culminata nel tentativo di restaurare la religione  cattolica, porta ad una sollevazione popolare guidata dalla Chiesa Anglicana, nota come la GLORIOSA RIVOLUZIONE. Proprio gli Anglicani offrono la corona del Regno allo Staatholder olandese Guglielmo d'Orange (genero di Giacomo II e nemico della Francia) che sale al trono col nome di Guglielmo III. Il BILL OF RIGHTS emanato dal Parlamento affida al re il solo potere esecutivo, condiviso col Parlamento, che esercita anche  il potere legislativo. Elememto di spicco di questa fase è l'HABEAS CORPUS ACT, cioé il documento emanato già nel 1679 che garantiva la libertà di opinione del cittadino.

2 - L'ETÀ DI LUIGI XV

INTRODUZIONE - Luigi XIV muore nel 1715. Gli succede il pronipote Luigi XV dopo che il vaiolo aveva ucciso tutti gli altri eredi. La presenza di troni senza eredi scatena le GUERRE DI SUCCESSIONE (spagnola, austriaca e polacca).
Anche in Inghilterra si apre la questione della successione alla morte di Guglielmo III: la corona passerà alla dinastia HANNOVER. Per le sue caratteristiche l'età di Luigi XV è nota anche come fase di equilibrio.

LA FASE DI EQUILIBRIO- Dopo le due paci di Utrecht (1713) e di Rastadt (1714), che chiudono la guerra di successione spagnola, la carta geopolitica europea era divisa tra:

• la Spagna di Filippo V 
• l'Austria di Carlo VI (che ottiene i Paesi Bassi Spagnoli, Milano, Mantova, Napoli e la Sardegna)
• la Francia di Luigi XIV (che muore nel 1715)
• la Prussia di Federico I Hohenzollern
• l'Inghilterra di Giorgio I di Hannover
• il Regno di Savoia di Vittorio Amedeo II (che ottiene la Sicilia e il Monferrato)

Questa fase storica si caratterizza per:

• l'ascesa di Austria e Prussia
• il declino di Francia e Spagna
• la nascita dell'Impero Britannico.

FRANCIA - La morte del Re Sole era stata salutata da manifestazioni di grande giubilo dalla popolazione. La Corona era rimasta senza eredi con il potere indebolito. Il nuovo re Luigi XV (in stato di minorità) eredita una situazione disastrosa, un paese impoverito e arretrato. Il duca di Orléans, zio e reggente di Luigi XV, cerca in primo luogo di mitigare l'assolutismo restituendo potere al Parlamento e avvia un progetto di risanamento economico avvalendosi dell'aiuto del finanziere scozzese John LAW (tra le sue innovazioni ricordiamo l'adozione della banconota al posto delle monete d'oro e d'argento, l'istituzione della Banca Nazionale e la maggiore attenzione al commercio marittimo). Law arriva a coprire nel 1720 lo stesso ministero di Colbert ma a causa di una bancarotta - che coinvolge la Banca Nazionale - viene licenziao: al suo posto Luigi XV chiama il Cardinale Fleury, suo vecchio tutore, che riporta il bilancio statale in pareggio. Nel 1743 il sovrano restaura l'assolutismo del prozio Luigi XIV. 

INGHILTERRA - Nel 1701 muore Guglielmo III e sale al trono sua cognata ANNA STUART (figlia del re Giacomo II e sorella minore di sua moglie MARIA). Anna era cattolica come suo padre, a differenza di Maria che era di fede protestante. Come Maria,  anche Anna soffriva di una malattia che le impediva di procreare un erede sano: in assenza di un erede la corona sarebbe così tornata nelle mani di Giacomo II e del figlio nato dal suo secondo matrimonio, a questo punto  unico legittimo pretendente al trono. Per evitare tale rischio il Parlamento emana una legge sulla successione  (l'ACT OF SETTLEMENT) con cui designavasi  come erede al trono la dinastia di Hannover al posto degli Stuart. Nel 1707 i regni di Scozia e Irlanda si uniscono all'Inghilterra, e Anna Stuart diventa la prima regina di Gran Bretagna ma anche l'ultima Stuart sul trono: nel 1714 infatti diventa re GIORGIO I, primo sovrano della dinastia di Hannover.  

AUSTRIA - L'Impero Austriaco ricopriva un ruolo politico cruciale in Europa e la figura dell'Imperatore era simbolo di stabilità e di unità. Inoltre la posizione geografica del territorio austriaco era di grande importanza strategica. La guerra di successione austriaca si apre quando l'Imperatore CARLO VI D'ASBURGO, con una PRAMMATICA SANZIONE, designa come erede la figlia MARIA TERESA, in contrasto con la LEGGE SALICA che consentiva la successione al trono ai soli eredi maschi. Pur di garantire alla sua scelta il massimo appoggio degli altri Stati, Carlo VI rinuncia al Regno di Napoli, che cede ai Borbone. Tuttavia, quando nel 1740 muore Carlo VI, la legittimità della successione di Maria Teresa viene contestata da alcuni Stati come Francia e Prussia, che pretendevano porzioni di territorio in cambio del riconoscimento di Maria Teresa. La guerra di successione austriaca si chiude nel 1748 con la PACE DI AQUISGRANA con cui è riconosciuta la legittimità successoria di Maria Teresa. L'Austria perde la Slesia, occupata dalla Prussia. Parma e Piacenza vanno a Filippo di Borbone, fratello di Carlo III, nuovo re di Napoli e di Sicilia. Carlo Emanuele III di Savoia, Re di Sardegna, ottiene anche il Piemonte. Il Granducato di Toscana va a Francesco Stefano di Lorena.

3 - L'ETÀ DEI LUMI E LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

INTRODUZIONE - L'Illuminismo è l'indirizzo culturale, scientifico e politico del Settecento e si fonda su tre aspetti:

• il primato della ragione come  guida delle azioni umane
• la lotta al dogmatismo. religioso e scientifico
• il ricorso all'esperienza come solo strumento di conoscenza

L'Illuminismo si sviluppa in Francia e in Inghilterra e si diffonde ben presto in tutta Europa, accolto anche nelle monarchie assolutiste che daranno vita a forme di DISPOTISMO ILLUMINATO.

FRANCIA - La Francia è considerata la culla del pensiero illuminista grazie anche all'ENCICLOPEDIA di DIDEROT e D'ALEMBERT, il primo tentativo di raccolta del sapere tecnico e scientifico. Il pensiero politico francese del Settecento è diviso tra VOLTAIRE (sostenitore dell'assolutismo e della libertà di pensiero) e MONTESQUIEU (sostenitore della teoria della tripartizione dei poteri, secondo cui il potere doveva essere diviso in legislativo, esecutivo e giudiziario). L'illuminismo francese accoglie le teorie di ROUSSEAU, che vedeva nel ritorno allo stato di natura la sola garanzia di libertà e di uguaglianza di tutti gli uomini. Per questo nasce la scuola economica FISIOCRATICA. fondata da QUESNAY, contrario all'industria e sostenitore del ritorno all'agricoltura.

INGHILTERRA - A differenza dell'illuminismo francese quello inglese non era soggetto a un regno assolutista. Il pensiero politico ed economico inglese del Settecento si fondava sul LIBERALISMO di John LOCKE (sostenitore della libertà di pensiero e del diritto alla proprietà privata) e sul LIBERISMO di Adam SMITH (sostenitore dell'assoluta indipendenza delle leggi economiche dal controllo dello Stato). È proprio in Inghilterra, in questo clima politico ed economico, che nasce la prima vera INDUSTRIALIZZAZIONE anche grazie alla scoperta della famosa  MACCHINA A VAPORE di WATT e all'invenzione del primo  LOCOMOTORE A VAPORE di STEPHENSON, grazie a cui nasce la FERROVIA. È sempre in Inghilterra che nasce la MASSONERIA moderna. Si tratta di una società  segreta nata con lo scopo di diffondere i valori della libertà, della fratellanza e dell'uguaglianza tra gli uomini. Allo stesso modo si ricorda il progresso della fisica e dell'astronomia grazie agli studi di NEWTON sulla gravità e al metodo empirico di BERKELEY e HUME.

GLI ALTRI STATI - La cultura illuminista si diffonde in tutta Europa,  accolta con entusiasmo anche dalle monarchie assolutiste (Austria e Granducato di Toscana, Russia e Prussia, Regno di Napoli) dove nascono i cosiddetti DISPOTISMI (detti anche assolutismi) ILLUMINATI  governati da sovrani che si ispiravano al pensiero illuminista. L'aspetto più importante è quello delle RIFORME di tipo giuridico (abolizione della tortura, adozione di un Codice e istituzione del catasto) ma anche di tipo sociale (istruzione). I protagonisti più attivi del riformismo illuminato furono:

• l'Austria di MARIA TERESA D'ASBURGO e poi dei suoi figli Giuseppe e Leopoldo e il Granducato di Toscana dello stesso LEOPOLDO
• la piccola ma potente Prussia di FEDERICO HOHENZOLLERN
• la Russia di CATERINA II e il Regno di Napoli dei BORBONE (seppur in misura minore)

ITALIA - Gli intellettuali italiani sono coinvolti dal liberalismo illuminista:

• a Milano si costituisce il circolo dei fratelli Verri, che darà vita al periodico di ispitazione liberale IL CAFFÈ
• sempre a Milano il giurista Cesare Beccaria pubblica DEI DELITTI E DELLE PENE, dove manifesta l'esigenza di una riforma delle leggi invocando misure più liberali
• a.Firenze si costituisce l'Accademia dei Georgofili, di ispirazione fisiocratica
• a Napoli si sviluppano le scuole di economia e di diritto

CONCLUSIONI - L'età dei Lumi di fatto copre l'intero XVIII secolo e le sue dirette conseguenze culturali sono il progresso scientifico e il riformismo giuridico. In ambito sociale ed economico si ricordano la nascita di una società industriale e l'avvento del colonialismo.

 C4 - U3
Dalla crisi dell'Ancien Régime alla Restaurazione

1 -  L'ETÀ DELLE DUE RIVOLUZIONI 

INTRODUZIONE - La prima metà del XVIII secolo, che si conclude nel 1748 con la PACE DI AQUISGRANA, che chiude la guerra di successione austriaca, è nota come FASE DI EQUILIBRIO perché essa  genera la carta geopolitica dell'Europa moderna. La seconda metà del secolo XVIII è interessata da una serie di fermenti rivoluzionari che modifica gli assetti  dell'equilibrio geopolitico, e per questo è chiamata FASE DI RIVOLUZIONE. Questa fase non si conclude a fine secolo: molti storici concordano infatti su una Rivoluzione Atlantica che comprende:

• la guerra di indipendenza americana
• le fasi della rivoluzione francese
• i moti degli anni 20 e 30 e del 1848

Questa fase finisce con le unificazioni italiana e tedesca.

LA GUERRA DEI SETTE ANNI 
1756-1763

È la prima guerra "mondiale" della storia, in quanto ha coinvolto anche territori extra-europei. Dopo il 1748 si rovescia il quadro delle alleanze: la Prussia di Federico II si allea con la Gran Bretagna per garantirsi un appoggio da parte degli Hannover e l'Austria si allea alla Francia di Luigi XV per il comune sentimento anti-prussiano. Il conflitto ha inizio con l'invasione della Slesia da parte della Prussia nel 1756. Al conflitto si aggiunge la Russia dello zar Pietro III che si allea all'Austria. La guerra si conclude nel 1763 con due paci separate:

• quella di Hubertsburg  tra Austria e Prussia, che non produce mutamenti di rilievo oltre alla cessione della Slesia alla Prussia
• la pace di Parigi tra la Gran Bretagna e la Francia, costretta a cedere buona parte del suo impero coloniale

Le conseguenze della guerra dei Sette Anni sono:

• il consolidamento della Prussia e della Russia, che dopo il conflitto si alleano
• l'affermazione della supremazia della Gran Bretagna
• il declino della Francia
• la stabilità dell'Austria 

L'importanza del conflitto è dovuta alle trattative di pace tra gli assolutismi illuminati che segnano una significativa svolta nelle relazioni tra Stati.

LA RIVOLUZIONE AMERICANA
1773-1781

Le tredici colonie britanniche del Nord America si erano formate dopo la fuga dei Puritani dal Paese per evitare le persecuzioni stuartiane e anglicane, e costituivano una risorsa produttiva e commerciale di rilievo tra i domini della madrepatria, sopratutto per le tasse sui prodotti in entrata e in uscita. A rendete tesi i rapporti con Londra era l'assenza di una forma di rappresentatività politica, a fronte di dazi sempre più alti. Per far valere i propri diritti i coloni erano ricorsi a uno dei principi fondamentali della Magna Charta, che  affermava il rifiuto delle esazioni nel caso in cui fosse stato negato ai sudditi il diritto alla rappresentanza politica (no taxation without representation). Nei due Congressi di Filadelfia si scontrano i Radicali come i Figli della Libertà, i Moderati, che rifiutavano la separazione dalla Gran Bretagna e i Lealisti, che erano fedeli al sovrano. Il 5 marzo del 1770 in una guerriglia muoiono 50 coloni. Il 16 dicembre del 1773 alcuni Figli della Libertà travestiti con abiti di nativi americani assaltano la nave della East India Company, alla fonda nel porto di Boston, e buttano in mare il carico di thè della stiva. L'episodio è passato alla storia come "Boston Tea Party". Dopo l'episodio i Moderati cercarono un accordo con Giorgio III (Petizione del Ramo d'Ulivo) ma il sovrano non poteva esercitare il diritto di veto sulle decisioni del Parlamento. Il 4 luglio del 1776, a Filadelfia, le 13 colonie proclamavano la loro indipendenza. La carta fu redatta da Thomas JEFFERSON ed era una dichiarazione di guerra. La Gran Bretagna era sostenuta da altre nazioni ma alla fine la causa dei coloni portó la Francia ad appoggiare i ribelli. Le più famose vittorie degli indipendentisti furono a Saratoga, nel 1777, e a Yorktown nel 1781. Nel 1783, con la pace di Versailles, la Gran Bretagna riconosceva l'indipendenza dei tredici Stati. Dopo i problemi del dopoguerra, dovuti alla difficoltà dei tredici Stati di trovare un accordo e alla crisi delle risorse, gli Stati aderiscono al progetto federativo.
Nel 1787 la Commissione dei  Saggi presieduta da George WASHINGTON redige la Costituzione, che entra in vigore l'anno successivo. Washington viene eletto Presidente degli USA. Nel 1791 la Costituzione è completata con i Dieci Emendamenti, ispirati alla concezione libertaria illuminista e ancora usati.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE
1789-1799 

La comune espressione "rivoluzione francese" è usata dagli storici per indicare il decennio che inizia con la RIVOLUZIONE DEL 14 LUGLIO  1789 e si chiude con il COLPO DI STATO DI NAPOLEONE DEL 18 BRUMAIO (cioé del 9 novembre) 1799, con il quale inizia l'ETÀ NAPOLEONICA. Le cause della rivoluzione francese sono da ricercare nel progressivo indebolimento del potere assoluto del re (ANCIEN RÉGIME). Il divario tra il Terzo Stato borghese e gli "stati" del clero e della nobiltà si era allargato per l'eccessiva pressione fiscale sulla borghesia. A peggiorare la situazione era stata la convocazione degli Stati Generali da parte del re Luigi XVI, su richiesta del Terzo Stato: nonostante il Terzo Stato rappresentasse il 98% dei cittadini, il potere dei primi due fu determinante per votare l'ennesima "manovra" finanziaria a discapito del Terzo Stato. La crisi portó i deputati del Terzo Stato a lasciare il Parlamento dando inizio alla rivolta:

• si forma l'Assemblea Nazionale
• si forma la Municipalità parigina
• si adotta la coccarda tricolore

Il 14 luglio 1789 la folla dà l'assalto alla Bastiglia e nonostante i tentativi di Luigi XVI di pacificare la situazione, il clima politico e sociale si fa sempre più instabile.  L'opposizione del re ai 17 articoli della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino portó ad una definitiva rottura: il re e la famiglia reale furono prelevati da Versailles e confinati alle Tuileries. In questa sede nel mese di ottobre 1789 si riunisce l'Assblea Nazionale Costituente. 
Il dibattito politico sul destino del re Luigi XVI divide i club e i deputati tra moderati e radicali, e il tentativo di fuga del re e il successivo arresto alle Tuileries è la causa della scissione dei Giacobini di Robespierre, dai quali si separano i  più moderati Foglianti. La situazione precipita quando il 15 luglio 1791 l'Assemblea restaura la monarchia di Luigi XVI. La rivolta della sinistra porta a uno scontro a Campo di Marte in cui muoiono 40 sanculotti (i proletari più irriducibili). Il 3 settembre 1791 vede la luce la prima Costituzione francese ma l'Assemblea è  indebolita da tre elementi:

• il diritto di veto del re
• il potere dei proprietari di terre sui ceti meno agiati
• l'adozione del sistema censitario 

Le divisioni della sinistra repubblicana (i moderati Girondini e i più radicali Giacobini) si acuirono con la decisione di Luigi XVI di dichiarare la guerra all'Austria. Il vero scopo della guerra era quello di rilanciare le quotazioni del sovrano francese ma anche quello di essere un monito per i rivoluzionari austriaci che avessero voluto imitare i rivoluzionari francesi. La guerra fu un disastro. La reazione dei sanculotti e dei Giacobini fu rabbiosa: il 10 agosto 1792 veniva proclamata la COMUNE INSURREZIONALE dai Giacobini, e i sanculotti assaltavano le Tuileries. L'Assemblea decise allora di destituire di nuovo il re e di affidare il governo a un esecutivo provvisorio di 6 membri. L'Assemblra si sciolse e furono indette nuove elezioni per istituire una Convenzione Nazionale, che il 20 settembre si insedia. Il 21 settembre si proclama la repubblica. 
Il biennio 1792-1794 è la fase più radicale tra le fasi della rivoluzione e comprende:

• la guerra tra Girondini e Giacobini
• la dittatura giacobina e il Terrore
• la reazione termidoriana

Nell'ottobre 1792 inizia il processo al re. Invano i Girondini provano a salvarlo: la maggioranza dei deputati della Convenzione Nazionale lo condanna a morte. Il 21 gennaio 1793 il re fu giustiziato. I Giacobini chiedono un Tribunale Rivoluzionario contro i sospetti ma i Girondini temono una dittatura. Il 24 giugno 1793 veniva approvata la Costituzione Democratica ma a luglio i Giacobini e il COMITATO DI SALUTE PUBBLICA - guidato da Robespierre e Saint-Just - presero il potere. La dittatura dei Giacobini fu il periodo più sanguinoso del decennio rivoluzionario, tanto da essere stato ribattezzato "Terrore" per evocare il clima politico dovuto alla LEGGE SUI SOSPETTI introdotta da Robespierre. Le condanne a morte alla ghigliottina si comminavano senza dei veri processi ed è certo che siano stati almeno 17mila i cittadini arrestati e condannati dal Comitato di Sicurezza Generale, la polizia politica del regime (tra i più famosi il chimico Lavoisier e la vedova di Luigi XVI, M. Antonietta). Il governo dei Giacobini fa approvare una serie di riforme:

• la legge sul calmiere dei prezzi
• la completa laicizzazione dello Stato
• l'abolizione  delle festività religiose 
• l'adozione di un nuovo calendario rivoluzionario con data di inizio il 22 di settembre (il primo giorno della Prima Repubblica)
• il culto dei Martiri della Rivoluzione e della Dea Ragione

A far crollare la dittatura fu la frattura tra gli estremisti Arrabbiati di Hébert e i più moderati Indulgenti di Danton, che chiedevano la fine del Terrore. Ma il vero motivo della crisi fu il tentativo di Robespierre di instaurare una dittatura personale. Il  suo atto più famoso fu il Decreto con cui istituiva il culto dell'Essere Supremo, che gli fece perdere il sostegno degli atei Arrabbiati. Il 9 termidoro (27 luglio) 1794  alcuni fuorisciti con l'appoggio dei moderati rovesciavano il regime e arrestavano i Giacobini. Il 28 luglio fu eseguita la condanna a morte senza processo dei vari capi del regime.
Dopo la fine del Terrore il clima politico non fu meno instabile e al posto del Terrore Rosso dei Giacobini si diffondeva la reazione del Terrore Bianco contro i sospettati di simpatie giacobine. I termidoriani iniziano una feroce opera di "degiacobinizzazione" a cominciare dall'abolizione della legge sul calmiere dei prezzi e dal ripristino della libera iniziativa.
Il 22 agosto 1795 entra in vigore la Costituzione dell'anno III (così detta dal terzo anno della repubblica). Al posto della Convenzione Nazionale c'erano due Camere:

• il Consiglio dei 500
• il Consiglio degli Anziani

Il potere esecutivo fu invece affidato a um Direttorio di 5 membri. Il nuovo corso termidoriano vietó inoltre ogni forma di associazione popolare nel timore di una ricostituzione del partito giacobino.

2 - L'ETÀ NAPOLEONICA

INTRODUZIONE - Dopo la congiura che rovesció i Giacobini il clima politico della Francia si complica a causa di una serie di moti, tra cui i moti realisti nella Vandea, che sono sedati dall'esercito guidato dal giovanissimo Napoleone Bonaparte. Il generale era poco più che ventenne: era nato nel 1769 ad Ajaccio, in Corsica. Pur di simpatie giacobine e di nascita corsa, aveva intrapreso la carriera militare con successo e l'amicizia di Barras (uno dei 5 membri del Direttorio e già amante di Josephine Beauharnais, la creola che fu la sua compagna) gli permise di avere gli incarichi più importanti. Il Consolato e poi l'Impero comportarono la radicale "bonapartizzazione" della Francia e degli Stati ad essa legati, tale da dover indicare con "napoleonica" l'età che va dal 1799 al 1815, l'anno della caduta a Waterloo.

FASE DEL  DIRETTORIO - Il clima politico con cui iniziava il lavoro del Direttorio era disordinato e instabile. La campagna di espansione francese era ripresa dopo la parentesi giacobina e l'Austria era assediata su più fronti. La situazione interna peró era precaria a causa dei movimenti cospirativi giacobini e comunisti (il più famoso è la Congiura degli Uguali promossa da Babeuf e da Buonarroti e scoperta nel 1796) che spinsero il Direttorio ad adottare una linea politica illiberale per evitare altre rivolte. È in questa fase che inizia l'ascesa del Bonaparte. Le sue doti strategiche si rivelano in Italia, dove il suo esercito sconfigge i Piemontesi e gli Austriaci. La popolarità del generale Bonaparte fu tale che per i suoi ideali si costituirono le cosiddette repubbliche giacobine (la Repubblica Cisalpina, la Repubblica Ligure e la Repubblica Romana) e Venezia, che insorge sotto la guida del giacobino Daniele Manin. Ma Bonaparte deluse le speranze dei giacobini italiani che si aspettavano un governo democratico: fu una vera occupazione. A tradire le intenzioni di Napoleone fu la pace di Campoformio (17 ottobre 1797) con la cessione di Venezia all'Austria in cambio di altri territori. Bonaparte si spinge fino a Roma, dove manda via il Papa. Il 18 fruttidoro (4 settembre) del 1797 in Francia sale al potere la Destra, con un colpo di Stato e, al posto del Direttorio, si insedia un triumvirato.
Al termine di una trionfale campagna di annessione Bonaparte scioglie con la forza il Consiglio dei Cinquecento il 18 brumaio (9 novembre) 1799 e si fa affidare dal Consiglio degli Anziani il Consolato.

FASE CONSOLARE - Il biennio consolare di Napoleone è solo per una parte di tipo triumvirale e molto presto Bonaparte si impone sugli altri triumviri diventando Primo Console.  La revisione della Carta  Costituzionale varata il 25 dicembre del  1799 e detta Costituzione dell'anno VIII (otto anni dal primo giorno della Prima Repubblica) assegnava a Bonaparte il potere esecutivo e agli altri due consoli solo una funzione consultiva. Il ruolo politico del generale Bonaparte si rafforza con la sconfitta dell'Austria e con la pace di Luneville (9 febbraio 1801) con la quale sono ratificati gli  accordi della pace di Campoformio: l'Austria fu costretta a riconoscere il controllo napoleonico sull'Italia del Nord e sulle "Repubbliche Sorelle" della Svizzera e dell'Olanda. Alla fine di uno scontro con la flotta inglese (con l'aiuto dello zar Paolo I di Russia) con la pace di Amiens, nel febbraio del 1802, anche la Gran Bretagna riconosce le conquiste di Napoleone. La tregua dura fino al 1803 quando la Gran Bretagna (in ansia per la campagna di annessione napoleonica) rifiuta di cedere Malta secondo gli accordi della pace di Amiens e scatena la reazione di Bonaparte.
Il 18 maggio 1804 viene approvata la Costituzione dell'Anno XII: il Senato propone la nomina del Bonaparte a imperatore e la proposta è accolta con un plebiscito popolare. Napoleone è incoronato imperatore a dicembre dal Papa Pio VII nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi.

FASE  IMPERIALE - Tra gli anni 1805 e 1809 il Bonaparte costituisce il suo Impero, che ormai si estendeva a buona parte dell'Europa occidentale, e impone il blocco delle esportazioni alla Gran Bretagna. Il 1 aprile 1810 dopo aver divorziato da Josephine sposa Maria Luisa, figlia dell'imperatore d'Austria. 
L'impero fu un sistema continentale, caratterizzato dalla rete di parentele che legava i diversi troni  e garantiva a Napoleone un'efficace protezione. I nemici erano  l'Austria e la Russia, oltre alla Prussia e alla Gran Bretagna. Il pericolo più insidioso era peró quello dei dissensi interni:

• i reazionari nostalgici dell'Ancien Régime
• i liberali "idéologues" contrari alla tirannide del Bonaparte
• i cattolici e i nazionalisti

La crisi inizia nell'estate del 1812 con il tentativo di invasione della Russia. Nonostante la superiorità numerica dei francesi, la coraggiosa resistenza russa (con la famosa terra bruciata) e il grande gelo dell'inverno, obbligarono Bonaparte a richiamare il suo esercito. Durante la "campagna di Russia" la Gran Bretagna, dopo aver aggirato il "blocco" dei commerci in Europa col contrabbando, liberava e occupava la Spagna. La catastrofica spedizione in Russia e l'occupazione britannica  della Spagna erano il chiaro segnale della crisi di Bonaparte.
Nel 1813 la Prussia, con la Russia e la Svezia, promuove la Sesta Coalizione antifrancese. Lo scontro decisivo si combattè a Lipsia, dove l'esercito di Napoleone, formato in buona parte da volontari inesperti, fu sconfitto in quella che si ricorda come la più grande battaglia dell'età napoleonica. Lipsia fu la sconfitta decisiva: il sistema continentale si sfaldó in pochi mesi e il Senato il 3 aprile 1814, dichiaró Bonaparte decaduto, affidando il governo a un esecutivo provvisorio guidato da Talleyrand. L'11 aprile gli accordi di Fontainebleau relegavano Bonaparte al confino dell'Isola d'Elba e al suo posto restauravano il legittimo erede Luigi XVIII, fratello del deposto Luigi XVI (il Delfino Luigi XVII era già morto). Nel novembre 1814 inizia il Congresso di Vienna in cui i delegati dei vari Stati discutono la nuova carta geopolitica dell'Europa. 

I CENTO GIORNI -  Il 1 marzo del 1815, dopo aver lasciato l'Elba, Bonaparte torna in Francia per ricostituire il suo esercito. È l'inizio dei cosiddetti Cento Giorni cioé l'ultima fase dell'età napoleonica.
Il ritorno di Bonaparte in Francia fu accolto con entusiasmo da diversi sostenitori e Luigi XVIII fu costretto ad abbandonare Parigi. Il Bonaparte si insediava di nuovo al potere e cerca il sostegno dei liberali, ma la Santa Alleanza (la coalizione di Stati nata al Congresso di Vienna) è decisa a fermarlo. Lo scontro finale avviene il 18 giugno 1815 a Waterloo. Napoleone, sconfitto, fu condannato all'esilio sull'isola di Sant'Elena, dove morirà il 5 maggio 1821. Alla moglie Maria Luisa viene concesso il Ducato di Parma. 

3 - L'ETÀ DELLA RESTAURAZIONE

INTRODUZIONE - Dopo la sconfitta napoleonica a Lipsia e la destituzione dal trono di Bonaparte, il 1 novembre 1814 inizia il Congresso di Vienna, che finirà il 9 giugno 1815. Obiettivo del Congresso era quello di ridisegnare la "mappa" dell'Europa e assegnare o restaurare i  sovrani nelle  varie nazioni europee. Il principio di legittimità di Talleyrand imponeva la restituzione dei troni ai loro legittimi pretendenti. Tale scelta non fu peró condivisa da molti gruppi politici, come i nostalgici bonapartisti e i liberali idéologues, ma anche i repubblicani e i cattolici. I nemici della Restaurazione opposero una attività cospirativa attraverso le società segrete: la più nota è la Carboneria. Il malessere seguito alla revoca delle Costituzioni da parte dei sovrani restaurati o l'adozione di Costituzioni "octroyées" (ottriate, cioé  soggette alla possibilità di modifica dal re in caso di necessità) furono causa di una serie di fermenti rivoluzionari negli anni 20 e 30 del XIX secolo e noti come MOTI LIBERALI. A questi moti seguiranno i moti degli anni 40 e il Risorgimento italiano.

LA PRIMA RESTAURAZIONE - Gli Stati europei avevano due obiettivi: la denapoleonizzazione del complesso sistema continentale e la ricostruzione della mappa geopolitica dell'Europa. Oltre alla restaurazione dei regni cancellati da Napoleone e al ripristino dei legittimi sovrani sui troni, furono creati nuovi Stati come il Regno delle Due Sicilie e il Regno Lombardo-Veneto; i 39 Stati dell'ex Confederazione tedesca furono uniti  in una nuova Confederazione insieme alla Prussia (che costituì con Austria e Russia la SANTA ALLEANZA).

L'OPPOSIZIONE ALLA RESTAURAZIONE - Gli intenti delle delegazioni convenute a Vienna non erano affatto condivisi da tutti i gruppi politici:

• i liberali (che si lamentavano della revoca delle Carte Costituzionali in vari Stati)
• i repubblicani (che guardavano con timore il ritorno delle disuguaglianze sociali)
• i nostalgici bonapartisti (che temevano le instabilità di una reazione popolare)
• i movimenti irredentisti e separatisti di Lombardia e Veneto (che rifiutavano la dominazione austriaca) e della Sicilia  (insofferenti al regime dei Borbone)

In molti Stati italiani, come reazione alla Restaurazione, maturò l'attività cospirativa delle società segrete e dei giornali. La Carboneria fu la società segreta più famosa con i moti liberali del 1820-21 a Napoli e in Piemonte e successivamente con i moti liberali del 1830-31 nei ducati di Modena e di Parma. Nel Milanese gli intellettuali pubblicano il periodico Il Conciliatore. In Sicilia si costituiscono molte sette segrete per combattere i soprusi baronali e il regime di pressione fiscale dei Borbone.
Anche in Russia e in Inghilterra si innesca una spirale insurretizia:

• il 14 (o 26) dicembre del 1825, a San Pietroburgo, scoppiava la rivoluzione decabrista (il nome deriva da "dekabr", dicembre in russo) che fu ordita dagli affiliati delle sette segrete (borghesi e aristocratici) con l'aiuto di alcuni capi dell'esercito imperiale, in linea con gli stessi motivi alla base dei moti liberali del 1820-21 
• nei primi anni del XIX secolo si diffonde in Inghilterra il LUDDISMO, il movimento di protesta degli operai contro l'introduzione delle macchine industriali, considerate un pericolo per il lavoro salariato

È comunque corretta una collocazione separata dei moti liberali per la loro caratteristica di movimenti costituzionali e ancora dei moti del 48.

I MOTI DEL 1820-21 - I moti liberali europei sono innescati da un episodio, il cosiddetto "pronunciamento" che i militari pronti a partire con le navi per il Sudamerica (per sedare la rivolta dei coloni) oppongono per protesta, dopo che il re revoca la Costituzione del 1812. La protesta si estende dal porto di Cadice a tutta la Spagna ma viene sedata dall'esercito francese su richiesta della Santa Alleanza. Ma è proprio da Cadice che si ispirerà la Carboneria. I primi moti si svolgono nel Regno delle Due Sicilie a Napoli, dove i fratelli Pepe guidano una setta segreta carbonara. A causa delle divisioni del gruppo (che univa liberali e anarchici intenzionati a rovesciare la monarchia borbonica) i moti sono un fallimento e sono repressi dall'esercito austriaco. In Piemonte la Carboneria e il movimento costituzionalista trovano un sostegno in Carlo Alberto, il nipote del re Vittorio Emanuele I di Savoia. Il Regno di Sardegna, a differenza del Regno delle Due Sicilie, dove il re aveva revocato la Costituzione, così come in Spagna,  non aveva  adottato la Costituzione e i liberali piemontesi vedevano in Carlo Alberto un prezioso sostenitore. Alla morte di Vittorio Emanuele I il legittimo erede era il fratello del re, Carlo Felice, e il mobimento carbonaro, senza più l'appoggio del principe di Carignano si sfalda. Il progetto del liberalismo riprende alla morte del re Carlo Felice, quando sale al trono il nipote Carlo Alberto, che emanerá lo Statuto Albertino.

I MOTI DEL 1830-31 - La ripresa delle insurrezioni in Europa si accompagna al malessere derivato dal tentativo di reintrodurre l'Ancien Régime e al sentimento nazionalista che inizia a diffondersi in alcuni Stati.
In Francia il re restaurato Luigi XVIII si era limitato a concedere la Costituzione "ottriata". Il successore Carlo X non solo l'abroga ma dispone una serie di limitazioni ai poteri del Parlamento, che causano la reazione popolare. Il 26 luglio del 1830 Carlo X emana le Ordinanze di Saint Cloud, con le quali revoca alla borghesia il diritto di voto, tornando praticamente all'Ancien Régime. Il 27, 28 e 29 luglio 1830 (le "gloriose giornate di luglio" come sono ancora ricordate in Francia) la folla insorge e Carlo X si dà alla fuga. La corona è così offerta a Luigi Filippo di Orléans.
Nel mese di agosto 1830 insorgeva il Belgio, che il Congresso di Vienna aveva unito all'Olanda. Il Belgio aveva un fortissimo sentimento identitario e riuniva tre nazionalità linguisticamente diverse (fiamminga, tedesca e vallona) che avevano fatto fronte comune contro l'Olanda, costituendo il Movimento Unionista e richiedendo l'indipendenza del Paese. Dopo i moti di luglio del 1830 i belgi si ribellano e la Francia di Talleyrand è costretta ad appoggiare il Belgio nella Conferenza di Londra. Il Belgio viene separato dai Paesi Bassi e la corona è assegnata a Leopoldo di Sassonia-Coburgo-Gotha che fu primo re dei Belgi. Anche la Polonia, sull'onda del Belgio, cerca di separarsi dalla Russia ma i moti dei nazionalisti polacchi non otterranno il successo del Belgio e la Polonia perde la sua indipendenza. I moti del 1830-31 si diffondono in Italia con le insurrezioni carbonare e mazziniane.
Nei ducati di Modena e di Parma, dopo l'estate del 1830, si era costituito un movimento cospirativo guidato dal carbonaro Ciro Menotti. Nonostante il successo dei moti e la costituzione di governi liberali, alla fine l'Austria pose fine alla rivolta e ripristinó la precedente situazione.

LA GIOVINE ITALIA  - Nel 1831, dopo il fallimento dei moti nei ducati, il carbonaro Mazzini consideró che la causa  dei continui fallimenti era l'assenza di un progetto comune tra gli affiliati. La Giovine Italia poggiava su tre obiettivi: indipendenza, unità e libertà. Tali obiettivi non si potevano raggiungere con i moti di pochi settari ma solo con l'azione delle masse. Due gli strumenti necessari:

• l'educazione,attraverso la propaganda
• le azioni insurrezionali

Nel 1832 fu pubblicato il giornale La Giovine Italia che veicolava gli stessi ideali mazziniani e il progetto di unire l'Italia in una repubblica.
L'associazione durô fino al 1834 e fu sostituita nel 1848 dalla Associazione Nazionale Italiana.

martedì 28 marzo 2017

Moduli di Storia - 5

 Storia 5 - Moduli

 C5 - U1
Il primo Novecento e la Grande Guerra

1 - LA BELLE ÉPOQUE

INTRODUZIONE - Gli anni della Belle Époque furono anni molto controversi. La Terza Rivoluzione Industriale porta la modernizzazione e lo sviluppo di vari settori (automobilistico, aeronautico  e chimico), l'invenzione del fonografo e del cinema e l'illuminazione elettrica nelle città. Fu anche un periodo di intenso fermento culturale e intellettuale. Tuttavia la crisi sociale di fine secolo è all'origine di una marcata instabilità, che sfocia in una serie di attentati: il nuovo secolo si apre proprio con l'attentato a Umberto I a Monza, ad opera dell'anarchico Gaetano BRESCI, e nel 1904, a Buggerru, un  corteo di operai del comparto minerario, che protestavano per le difficili condizioni di vita, è represso in modo violento dall'esercito. Nella Russia zarista, nel 1912, accade un evento analogo a San Pietroburgo, dove l'esercito imperiale spara sul corteo inerme di contadini. Nel 1914 a Sarajevo l'anarchico bosniaco Gavrilo PRINCIP uccide in un attentato la coppia degli Arciduchi austriaci in visita ufficiale: la fine della politica dell'equilibrio, interrotta dalla Germania, porterà l'Europa alla Prima Guerra Mondiale.

EUROPA - Lo scenario politico ed economico europeo di inizio secolo è dominato da due Imperi: Germania e Gran Bretagna. L'Impero Britannico, ora guidato da Edoardo VII, esce dall'epoca vittoriana ereditando un vasto patrimonio coloniale e la leadership sui mercati monetari internazionali legata al GOLD STANDARD EXCHANGE (l'applicazione del valore dell'oro alle transazioni monetarie), ma deve fare i conti con le forti tensioni sociali interne e con l'instabilità nelle colonie e nei "dominions", dove si sviluppano movimenti AUTONOMISTI (come in Irlanda) e INDIPENDENTISTI (come in India). L'Impero Tedesco, ora guidato dal Kaiser Guglielmo II, ha abbandonato la "politica dell'equilibrio" di Bismarck  e inizia una corsa al riarmo, in vista di una guerra destinata a consolidare il primato politico del Reich sugli altri paesi europei e sopratutto sulla Gran Bretagna, la diretta concorrente della Germania. In Russia si inasprisce il declino di Nicola II: il regime zarista è scosso dalle rivolte e da diversi attentati di stampo anarchico. Nonostante l'assenza di una società industriale, è proprio in Russia che nasce il primo PARTITO SOCIALISTA RIVOLUZIONARIO, diviso tra le  correnti dei MENSCEVICHI e dei BOLSCEVICHI (guidati da LENIN). In Francia si ha l'ascesa di gruppi NAZIONALISTI e REVANCHISTI , in cerca di una rivincita (révanche) sulla Germania dai tempi di Sedan: sale alla Presidenza Raymond POINCARÉ., che dà il via al riarmo della Francia  in vista del conflitto imminente.
Sebbene la Grande Guerra inizi operativamente nel 1914, dopo l'omicidio dell'Arciduca austriaco FRANCESCO FERDINANDO a Sarajevo, il conflitto è in realtà già in atto:
• l'Impero Austro-Ungarico guidato da Francesco Giuseppe invade e annette la Bosnia-Erzegovina;
• la Francia stipula con la Gran Bretagna l'INTESA CORDIALE (Entente Cordiale), preludio della futura TRIPLICE INTESA;
• inizia la guerra per il controllo degli Stretti che si affacciano a est del Mar Mediterraneo, che vede coinvolta sopratutto la Russia.

ITALIA - In Italia il governo di Giovanni GIOLITTI incrocia una positiva congiuntura economica dovuta principalmente allo SVILUPPO INDUSTRIALE e ai contributi inviati dagli emigrati italiani all'estero (le RIMESSE), che favoriscono la nascita del primo istituto assicurativo a capitale pubblico (l'ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI). L'età giolittiana è tuttavia contrassegnata da gravi tensioni sociali. In politica estera Giolitti ottiene la Tripolitania e  la Cirenaica, Rodi e le Isole del Dodecanneso, ma resta il  problema delle TERRE IRREDENTE contese all'Austria, a cui l'Italia è legata (con la Germania) dalla TRIPLICE ALLEANZA. In politica interna vanno ricordati due eventi decisivi per l'allargamento della maggioranza: la LEGGE ELETTORALE, che porta al suffragio universale maschile, e l'alleanza politica col Conte GENTILONI, all'epoca Presidente dell'Unione Cristiana. Tuttavia il governo di larghe intese, che accorpava nella stessa maggioranza socialisti e cattolici, rivoluzionari e moderati, non durò a lungo proprio a causa della sua composizione eterogenea.

USA - Nel 1912 Henry FORD avvia la prima produzione in serie dell'industria automobilistica con il famoso Modello T che vede la luce negli stabilimenti di Detroit. L'uso della CATENA DI MONTAGGIO cambia per sempre il concetto di filiera produttiva con la progressiva SEGMENTAZIONE DELLA MANODOPERA, che lavora alle singole fasi del processo di produzione. Questa innovazione si ispira ai PRINCIPLES OF SCIENTIFIC MANAGEMENT di TAYLOR, riassumibili nelle parole "L'uomo giusto al posto giusto nel momento giusto", motto del TAYLORISMO e del FORDISMO.

2 - LA PRIMA GUERRA MONDIALE

LE CAUSE - La Grande Guerra inizia almeno 12 anni prima dell'attentato di Sarajevo, considerato il motivo occasionale del conflitto. Infatti il piano del Generale VON SCHLIEFFEN venne elaborato nei primi anni del secolo. La guerra ebbe diverse cause:
• la contesa della leadership economica e culturale tra l'Impero Britannico e quello Tedesco;
• la pressione espansionistica dell'Impero Austro-Ungarico nell'Est Europa e l'invasione della sfera di influenza dell'Impero Russo;
• le tendenze autonomiste e anti-asburgiche degli Stati Balcanici e dei gruppi irredentisti italiani;
• la contesa dei canali d'accesso al  Mediterraneo, che coinvolgeva Russia e Turchia;
• il forte sentimento di riscatto della Francia nei confronti della Germania.
La causa occasionale del conflitto è l'ATTENTATO DI SARAJEVO, in cui persero la vita l'Arciduca austriaco Francesco Ferdinando e l'Arciduchessa Sofia, assassinati il   28 luglio 1914 da un giovane anarchico bosniaco, Gavrilo Princip (affiliato al gruppo Giovane Bosnia) mentre si trovavano nella capitale serba im visita ufficiale. A innescare la rabbia degli autonomisti balcanici fu proprio la scelta provocatoria della data in cui la corte di Vienna aveva programmato la visita della coppia, anniversario di una pesante sconfitta patita alcuni secoli prima contro i Turchi: la decisione di non rispettare il lutto popolare accese inevitabilmente la reazione dei nazionalisti serbi e bosniaci.

GLI SCHIERAMENTI - L'Impero Tedesco e quello Austro-Ungarico avevano stipulato dal secolo precedente un accordo con l'Italia (la TRIPLICE ALLEANZA): l'Italia tuttavia non entró subito nel conflitto, sia perché impreparata, sia perchè restava aperta la questione delle terre irredente nella parte nord-orientale della Penisola, ancora in mano austriaca. La Francia e la Gran Bretagna avevano esteso l'Intesa Cordiale all'Impero Russo formando la TRIPLICE INTESA: lo scopo era quello di accerchiare e isolare la Germania, ma la Russia  aveva una difficile situazione interna che sarebbe poi degenetata nel 1917.
L'Italia interviene nel conflitto nel 1915 ma a fianco della Triplice Intesa: negli accordi segreti - stipulati a Londra - al governo italiano viene garantita, in caso di vittoria dell'Intesa, la  restituzione delle terre irredente. La Russia invece uscirà dal conflitto nel 1917, a causa della fine del regime zarista e del nuovo progetto politico che porterà alla nascita dell'URSS.
Gli USA intervengono nel conflitto solo nella seconda fase, dopo l'arnistizio russo-tedesco del 1917. L'intervento americano aveva l'obiettivo di appoggiare gli Stati dell'Europa Occidentale dalla possibile estensione della Rivoluzione Russa, che avrebbe potuto trasformare l'Europa in una pericolosa federazione di repubbliche socialiste.

LA CONCLUSIONE - Il conflitto finisce l'11 novembre 1918 con la vittoria della Triplice Intesa e la sconfitta di Germania e Impero Austro-Ungarico. Tra gli Stati vincitori c'è anche l'Italia,  forte della vittoria sul Piave. Il 18 gennaio 1919 iniziano i lavori della CONFERENZA DI PACE DI VERSAILLES. Le due potenze imperialiste sconfitte vivono una difficole transizione politica dopo la fuga dei rispettivi imperatori.

LE CONSEGUENZE - La Grande Guerra è nota per il grande numero di vittime. Il conflitto ebbe pesanti ripercussioni in campo economico e industriale, sul settore agricolo e in ambito sociale e politico. Tra le conseguenze piú inportanti c'è sicuramente la crisi del liberalismo, che conduce all'avvento dei regimi totalitari in Europa.

3 - IL PRIMO DOPOGUERRA

LA PACE - Il 18 gennaio del 1919 iniziano i lavori della Conferenza di Versailles. La data non fu scelta a caso in quanto si trattava dell'anniversario della fondazione del Reich. A decidere le sorti della Germania furono gli Stati dell'ex Triplice Intesa: la Francia, rappresentata da CLEMENCEAU, la Gran Bretagna, rappresentata da LLOYD GEORGE, e l'Italia, rappresentata da ORLANDO. A questi Stati si aggiungono gli USA guidati dal Presidente WILSON che giá nel corso del conflitto aveva elaborato un protocollo di intervento articolato in 14 punti, allo scopo di attuare un piano di intervento a favore degli Stati dell'Europa Atlantica e sottrarli così all'influenza della nascente Russia socialista.
La Germania  subì pesanti sanzioni tra cui la perdita del proprio impero coloniale e la restituzione di Alsazia e Lorena alla Francia, la riparazione dei debiti di guerra e l'obbligo della fornitura decennale di carbone alla Francia e al Belgio, il divieto di ricostituire l'esercito e un presidio armato dell'esercito francese sul confine. Col trattato di SAINT. GERMAIN EN LAYE l'Austria viene separata dall'Ungheria e sottoposta anch'essa a pesanti sanzioni. Gli Stati Balcanici (reputati un pericolo per la stabilità dell'Europa) sono unificati sotto il controllo serbo nella JUGOSLAVIA.
Grande fu la delusione dell'Italia, che non si vide restituire tutte le terre irredente (VITTORIA MUTILATA) nonostante gli impegni presi a Londra.

LA SOCIETÀ DELLE NAZIONI - Alcuni mesi dopo, il 28 aprile 1919, nasce a Ginevra la Società delle Nazioni, un organo consultivo internazionale formato da un'Assemblea composta dai delegati di vari Stati e da un Comitato di soli sei membri. Obiettivo della SDN era la tutela della stabilità politica europea, allo scopo di evitare nuovi conflitti. Tale obiettivo sarà tuttavia disatteso a causa dell'assenza di delegati americani, in quanto la nuova amministrazione repubblicana degli USA rifiuta il seggio riservato nel  "Board" ristretto di Ginevra, avviando una politica ISOLAZIONISTA. L'assenza degli USA renderà le decisioni della SDN meno efficaci.

L'EUROPA DOPO LA GUERRA - Nella Germania sconfitta si forma la REPUBBLICA DI WEIMAR (dal nome della città dove si riunisce l'Assemblea Costituente). La situazione interna è instabile a causa della presenza di gruppi nazionalisti (come i CORPI FRANCHI) e comunisti (come la LEGA DI SPARTACO) che tentano di sfruttare il clima di disordine per costituire delle repubbliche autonome.
La vittoria mutilata non piace agli irredentisti italiani. Il poeta e drammaturgo Gabriele D'ANNUNZIO, alla guida di un gruppo paramilitare, occupa la città di FIUME costituendo una sorta di exclave territoriale autonoma, la REGGENZA DEL QUARNARO, obbligando il governo italiano a intervenire, dato il ruolo dell'Italia nella Società delle Nazioni. Il TRATTATO DI RAPALLO del 1920 riconsegna la Dalmazia all'Italia in cambio della liberazione di Fiume. La QUESTIONE FIUMANA si chiuderà solo dopo il 1922 con la cessione di Fiume all'Italia.
La Gran Bretagna fa i conti con la DECOLONIZZAZIONE e col SEPARATISMO IRLANDESE. Nel 1920 nasce l'Eire, mentre in India si forma intorno al Mahatma GANDHI un movimento indipendentista non violento.
In Russia, dopo la presa di potere dei SOVIET (cioè i gruppi di lavoratori coordinati da LENIN), seguita all'abdicazione dello Zar NICOLA II, scoppia la guerra civile tra i moderati delle Armate Bianche e i rivoluzionari dell'Armata Rossa. Nicola II e la sua famiglia vengono assassinati nella dacia estiva di Ekaterinburg, dove erano stati segregati dopo la rinuncia al trono da parte dello Zar. Nel 1920 i bolscevichi vittoriosi sotto la guida di Lenin avviano un programma costituito da 21 punti, che porta alla costituzione, nel 1922, dell'URSS (Unione delle Repubbliche Socialuste Sovietiche).Lenin sale alla guida del Paese.
Il quadro politico europeo del primo dopoguerra è complicato  dall'ascesa dei partiti fascisti e nazionalisti.

 C5 - U2
L'età dei totalitarismi  e la seconda guerra mondiale

1 - EUROPA OCCIDENTALE

INTRODUZIONE - La principale conseguenza della Grande Guerra fu la CRISI DEL LIBERALISMO. I suoi effetti furono  politici ed economici. Quelli politici furono:

• la nascita delle IDEOLOGIE DI MASSA al posto dei partiti politici
• l'ascesa di MUSSOLINI in Italia e la fondazione dei FASCI (1919) a cui farà seguito la Marcia su Roma (1922)
• l'ascesa dei nazionalisti in Germania e la presa di potere di HITLER nel 1933
• la GUERRA CIVILE in Spagna (1936-1839) e la dittatura di FRANCO

Gli effetti della crisi del liberalismo sull'economia furono:

• la CRISI ECONOMICA del 1929 e il crollo della Borsa Valori a Wall Street
• la politica isolazionista degli USA
• la TEORIA DI KEYNES
• il NEW DEAL di Roosevelt
• la politica protezionista e autarchica dei regimi totalitari europei

ITALIA - Dopo la delusione della "vittoria mutilata" al termine della Grande Guerra, in Italia inizia a diffondersi un forte sentimento nazionalista, sfruttato dal giornalista e  politico (di formazione socialista) Benito Mussolini. La sua ascesa al potere avviene in quattro fasi:

• la fondazione a Milano dei FASCI DI COMBATTIMENTO il 23 marzo 1919 con cui porta avanti delle azioni eversive
• la nascita del partito (PARTITO NAZIONALE FASCISTA) e le alleanze strategiche con liberali e cattolici (contro i comunisti) e con i contadini
• la MARCIA SU ROMA il 28 ottobre 1922 ed il conferimento dell'incarico di re Vittorio Emanuele III  di formare un nuovo governo
• le LEGGI FASCISTISSIME e la dittatura del 1925

Mussolini era visto dal re e da molti italiani come il solo politico in grado di rilanciare il Paese: ma, nonostante un inizio dal sapore quasi liberale, con l'introduzione di riforme e migliorie, il governo di Mussolini si trasforma in un regime autoritario e oppressivo.
Questi sono i principali effetti della dittatura:

• i brogli per ottenere la maggioranza dei seggi in Parlamento e l'emanazione della legge sul premio di maggioranza per il partito più votato (LEGGE ACERBO)
• l'omicidio del deputato socialista Giacomo MATTEOTTI che aveva contestato i brogli alle elezioni
• la caccia ai dissidenti in Italia e all'estero e l'istituzione dell'OVRA (Organizzazione per la Vigilanza e la Repressione dell'Antifascismo)
• il divieto di associazione sindacale e partitica e lo scioglimento di tutte le organizzazioni esistenti
• la trasformazione del Parlamento in CAMERA DEI FASCI E DELLE CORPORAZIONI
• l'adozione delle LEGGI RAZZIALI sul modello di quelle vigenti nella Germania di Hitler, dopo l'alleanza tra quest'ultimo e Mussolini

GERMANIA - Durante la Repubblica di Weimar si diffonde un profondo sentimento nazionalista. La Germania è un paese sconfitto e umiliato, anche se Inghilterra e Stati Uniti cercano di aiutare i tedeschi a saldare i debiti di guerra col PIANO DAWRS e col PIANO YOUNG e la PACE DI LOCARNO del 1925 ha ammesso la Germania alla Società delle Nazioni. Tra i nazionalisti spicca Adolf HITLER. Nel dopoguerra faceva parte dell'esercito, impegnato a sedare le rivoluzioni di ispirazione bolscevica ma anche i nazionalisti volevano prendere il potere: Hitler fu promotore nel 1919  di un tentativo di colpo di Stato a Monaco, andato peró fallito. Nel 1920, dopo il suo congedo dall'esercito, entra nel  partito di cui diventa presto il leader, cambiandone il nome in PARTITO NAZIONALSOCIALISTA TEDESCO DEI LAVORATORI. Il suo progetto politico è contenuto in uno scritto, il MEIN KAMPF (La mia battaglia) dove Hitler espone le sue idee per rilanciare il Paese. Salito al potere con l'aiuto delle SS (Schultz Staffeln cioé Pattuglie di Protezione), nel corso del noto colpo di Stato detto  LA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI (1933) Hitler rinnega la pace di Locarno e avvia una nuova fase politica basata sul FUHRERPRINZIP che prevedeva:

• lo scioglimento dei partiti
• la soppressione delle associazioni sindacali
• la riduzione dei poteri del Parlamento

In politica estera stipula un patto decennale di non aggressione con l'URSS di Stalin (PATTO MOLOTOV RIBBENTROP, dai cognomi dei due ministri firmatari) e si allea con l'Italia di Mussolini (ASSE ROMA-BERLINO), iniziando i preparativi per un nuovo conflitto mondiale.
Il NUOVO ORDINE  di Hitler aveva lo scopo di difesa dello SPAZIO VITALE (Lebensraum) dalle altre razze dette SOTTO-UOMINI (Untermenschen), slavi e sopratutto ebrei, internati nei LAGER con dissidenti e omosessuali. Nel 1939 Hitler invade la Polonia dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale e nel 1942 rompe il patto di non aggressione con l'URSS e invade il terrotorio sovietico.

SPAGNA - Dopo la Guerra Civile di Spagna, nel 1939 inizia la dittatura del Generale Francisco FRANCO. È il regime più longevo tra i fascismi europei: dura infatti fino al 1975, anno della morte del dittatore. Nel 1967 Franco aveva ridotto la dittatura e aveva fatto modificare la Costituzione, ripristinando la monarchia e designando erede al trono JUAN CARLOS DI BORBONE.

2 - EUROPA ORIENTALE E USA

INTRODUZIONE - Gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica sono i due principali protagonisti della seconda metà del XX secolo e i due grandi centri di influenza del secondo dopoguerra. In URSS, dopo la morte di Lenin, nel 1924 sale al potere Stalin, che avvia il processo di industrializzazione del Paese. Negli USA, dopo il repubblicano Hoover, inizia il lungo mandato del democratico  Roosevelt (dal 1933 al 1945: unico presidente americano eletto per 4 volte).

URSS - La collettivizzazione forzata delle terre costringe i contadini russi a lasciare i propri terreni per lavorare nelle fattorie agricole cooperative  (KOLCHOZ)  o nelle aziende agricole di Stato (SOVCHOZ): i contadini, guidati da BUCHARIN, si ribellano, ma la rivolta viene subito repressa dall'esercito e i rivoltosi  arrestati e internati nei GULAG, i campi di lavoro sovietici. Per protesta i contadini decidono di abbattere l'intero patrimonio zootecnico prima di entrare nelle fattorie. Il regime di Stalin si rafforza attraverso misure repressive:

• divieto di associazione
• progressiva eliminazione dei nemici interni per mezzo della polizia segreta
• POGROM (deportazioni degli ebrei)
• PURGHE (eliminazione di tutti gli oppositori del regime)

Pochi anni dopo aver stipulato il patto di non aggressione con Stalin,  Hitler inizia l'Operazione Barbarossa e invade il territorio dell'URSS.

USA - Il 24 ottobre 1929 la Borsa di Wall Street a New York fa registrare il crollo più rovinoso della storia, il cosiddetto  GIOVEDÌ NERO (il giovedì era il giorno delle contrattazioni a Wall Street). Il crollo arriva dopo una lunga serie di ribassi e gli effetti diventano presto incontrollabili. La Grande Depressione che ne seguì ebbe effetti anche sulle economie europee, spingendo i regimi totalitari all'adozione di misure protezioniste e autarchiche.
Nel 1932, scaduto il mandato del repubblicano HOOVER, viene eletto presidente il democratico ROOSEVELT, che sarà riconfermato per altre 4 volte (muore nel 1945 all'inizio del suo quarto mandato). Roosevelt avvia subito un piano di riforme noto come NEW DEAL (cioè nuovo corso)  e inaugura una politica  ispirata al pensiero economico di KEYNES (che aveva teorizzato l'intervento dello Stato in campo economico capovolgendo la teoria liberista di  SMITH). Già anni prima lo stesso Keynes aveva previsto la crisi dei mercati finanziari, causata:

• dai ritmi produttivi incessanti
• dal calo delle vendite e delle esportazioni (sopratutto nel settore agricolo)
• dalla crescente disoccupazione

Gli Stati Uniti cominciano una politica isolazionista, protezionista e sopratutto proibizionista (divieto per i privati di produrre in settori cruciali come la distillazione).
La politica di Roosevelt porta alla riduzione della disoccupazione e rilancia i settori produttivi in situazione più critica, disegnando così nuovi scenari per l'economia mondiale.

3 -  IL NUOVO CONFLITTO MONDIALE

INTRODUZIONE - Il 23 agosto 1939 Germania e Unione Sovietica avevano sottoscritto il PATTO DECENNALE DI NON AGGRESSIONE, poi trasformato in PATTO DI AMICIZIA. Il patto copriva le spalle alla Germania nel  caso di un attacco alla Polonia. La causa occasionale dello scoppio del secondo conflitto mondiale fu proprio l'annessione (Anschluss) del territorio polacco da parte della Germania a ovest, il 1 settembre 1939, con la conseguente invasione sovietica a est. Il conflitto si chiude il 2 settembre 1945.

CAUSE E  ALLEANZE - Il conflitto fu la principale conseguenza delle mire di Hitler sul controllo dell'Europa. A sostenere Hitler erano l'Italia (che l'anno prima aveva sottoscritto il PATTO D'ACCIAIO), l'URSS (legata dal PATTO DI NON AGGRESSIONE), la Spagna, l'Austria e la Norvegia di QUISLING, oltre poi al Giappone. Gli USA entrano in guerra solo nella seconda fase del conflitto, a sostegno degli Stati liberali come Gran Bretagna e Francia.
L'Italia entra in guerra l'anno dopo, il 10 giugno 1940. Mussolini si illudeva di condurre una GUERRA PARALLELA a quella di Hitler ma l'Italia non era in grado di sostenere l'impegno bellico. Dopo la disastrosa sconfitta in URSS l'Italia inizia le trattative per l'armistizio con le Forze inglesi e americane (8 settembre 1943) e sarà occupata dai Nazisti.
Così come in Norvegia anche nel sud della Francia si formó un governo collaborazionista guidato da PETAIN e noto come Repubblica di Vichy.

EVENTI - Il conflitto si sviluppa in due fasi. La prima fase (1939-1941) si distingue per la netta superiorità tedesca, per la nascita di governi di collaborazione con la Germania e per il ruolo fondamentale della resistenza inglese. La prima fase del conflitto si chiude nel 1941 con tre eventi cruciali:

• l'attacco tedesco all'URSS (22 giugno)
• la firma della Carta Atlantica da parte del primo ministro britannico CHURCHILL e del presidente americano Roosevelt (14 agosto)
• l'attacco giapponese agli Stati Uniti presso PEARL HARBOUR (7 dicembre)

La seconda fase del conflitto (1942-1945)  si distingue per il ruolo di primo piano degli USA su Pacifico e  Mediterraneo, per il fallimento della guerra all'URSS, per la caduta di Mussolini e per la guerra di liberazione. Gli episodi principali furono:

• lo sbarco americano in Sicilia (9 luglio 1943)
• le dimissioni di Mussolini (25 luglio 1943)
• l'armistizio  dell'Italia (8 settembre 1843) e la resistenza all'occupazione nazista
• lo sbarco in Normandia degli Alleati (6 giugno 1944)

LA FINE DELLA GUERRA - Le manovre degli Alleati e dell'URSS stringono la Germania su più fronti. Le tre potenze al vertice (gli  USA di Roosevelt e poi Truman, la Gran Bretagna di Churchill e l'URSS di Stalin) si confrontano per decidere le sorti della guerra e del dopoguerra.
In Italia la Resistenza, con l'aiuto degli Alleati, libera Roma e poi Milano il 25 aprile 1945. Mussolini, che aveva cercato di organizzare a Salò la Repubblica Sociale Italiana, è intercettato e fucilato dai partigiani il 28 aprile 1945 presso Giulino di Mezzegra.
In Germania, mentre Berlino viene occupata, Hitler si suicida nel suo rifugio segreto il 30 aprile 1945.
Il Giappone si arrende il 14 agosto 1945 poco dopo le due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto 1945).
La seconda guerra mondiale si conclude il 2 settembre 1945.

 C5 - U3
La Guerra Fredda

1 - GLI ANNI DELLA PRIMA GUERRA FREDDA
(1946-1969)

INTRODUZIONE - L'espressione GUERRA FREDDA è nata alla fine degli Anni Quaranta del XX secolo per indicare il conflitto (combattuto sopratutto sul piano politico e ideologico) che vedeva contrapposti gli Stati Uniti d'America e l'Unione Sovietica, le due potenze vincitrici della Seconda Guerra Mondiale. Già verso la fine del conflitto si assiste alla formazione di due veri e propri "blocchi": uno filo-americano e uno filo-sovietico. Il simbolo di questa divisione fu il MURO DI BERLINO, la barriera di cemento che per 30 anni ha separato fisicamente (e anche ideologicamente) la Germania e l'Europa. La guerra fredda - che si articola in due fasi - si chiuderà con l'abbattimento del Muro di Berlino, in seguito allo scioglimento del Patto di Varsavia che legava gli Stati dell'Est Europa all'URSS dal secondo dopoguerra.

USA E URSS - Le quattro grandi conferenze svoltesi nei due ultimi anni del conflitto avevano lo scopo di circoscrivere le due zone di influenza, anglo-americana a ovest e sovietica a est. Il primo Stato diviso tra le due  potenze fu la Germania, il cui territorio fu separato in due Stati: la Repubblica Federale Tedesca a ovest e la Repubblica Democratica Tedesca a est. La città di Berlino fu ugualmente divisa a metà.
Dopo la morte di Roosevelt è eletto Harry TRUMAN, a cui succederà Dwight "Ike" EISENHOWER; dopo la scomparsa di Stalin l'URSS è guidata da Nikita KRUSHEV e poi da Leonid BREZNEV.
Le relazioni tra i due paesi furono sempre molto tese e caratterizzate da una incessante CORSA AGLI ARMAMENTI, sopratutto missilistici e nucleari, che coinvolgeva gli Stati "allineati" alle due potenze e schierati a ovest con il PATTO ATLANTICO (la NATO) e a est con il PATTO DI VARSAVIA. La lotta per la leadership mondiale si combatteva su vari fronti:

• politico e ideologico: il LIBERALISMO contro il MARXISMO-LENINISMO
• economico: il CAPITALISMO contro il SOCIALISMO REALE
• militare: la CORSA AL RIARMO dei missili e delle bombe nucleari
• aero-spaziale: la conquista dello spazio e della luna

Il confronto tra i due Paesi era di carattere sopratutto ideologico. Negli USA la DOTTRINA TRUMAN e la "caccia alle streghe" lanciata dal senatore repubblicano Joseph MCCARTHY(da cui il termine MACCARTISMO) contro i comunisti scatenarono la psicosi di infiltrazioni sovietiche in molti settori della cultura (anche varie celebrità di Hollywood ne fecero le spese). Alla morte di Stalin (1953) si registró un temporaneo "disgelo" tra le due super potenze e di conseguenza l'allentamento del maccartismo, anche per merito del processo di DESTALINIZZAZIONE di Krushev, il primo a denunciare i crimini dello stalinismo. Tuttavia la tensione tra i due "blocchi" era sempre alta. Il clima di apparente distensione politica negli Stati dell'Est Europa verrà turbato dalla repressione del processo riformista in Ungheria nel 1956 e poi in Cecoslovacchia nel 1969.  L'ascesa al potere di Breznev e l'ingresso della Cina di Mao tra gli Stati allineati all'URSS (e l'acuirsi della CRISI ASIATICA) interruppero il riformismo di Krushev e il dialogo tra Washington e Mosca.
Nel 1961 fu completata l'edificazione del MURO DI BERLINO che diventó  tetro simbolo della Guerra Fredda (per designare la divisione tra le due aree di influenza si usó anche l'espressione CORTINA DI FERRO).

ASIA - Nel 1947, dopo la sconfitta dell'esercito nazionalista di CHANG KAI SHEK il potere viene preso da MAO TSE TUNG, che costituisce nel 1949 la Repubblica Popolare Cinese (o RPC) con la collaborazione sovietica;  Chang Kai Shek fonda a Taiwan la Repubblica di Cina (Cina Nazionalista), sostenuta dagli USA e attualmente Stato non riconosciuto.
Nei primi anni 50 Mao guida la LUNGA MARCIA allo scopo di affermare il socialismo tra il popolo e inizia una RIVOLUZIONE DELLA CULTURA. Il riformismo maoista è improntato sul modello sovietico (industria e collettivismo agricolo). La Corea, dopo il ritiro del Giappone, è divisa al 38 parallelo tra Stati Unoti e URSS. Alla cessaziome del presidio, il tentativo di riunificare le due Coree è la causa di una nuova guerra, che si conclude col ripristino dei confini al 38 parallelo. Il Vietnam seguì una sorte simile ma dall'esito più instabile. Dopo la fine dell'occupazione francese, nel 1946 il leader comunista  HO CHI MIN fonda la Repubblica Democratica del Vietnam, costringendo la Francia a rioccupare la penisola. Per evitare una nuova guerra di Corea anche il Vietnam è diviso, con la parte del sud affidata al moderato NGO DINH DIEM. Ben presto Diem (sostenuto dagli USA) si trasforma in un dittatore e inizia la resistenza dei Vietcong guidati da Ho Chi Minh. L'intervento americano sfoció in una guerra che duró fino al 1975. Viene ricordata con Pearl Harbor per essere stata una delle più famose sconfitte degli USA. La Cina di Mao ebbe come si vede un ruolo chiave nella crisi asiatica, promuovendo l'emancipazione di altri Stati negli anni 70.

MEDIO ORIENTE - Come per il resto del mondo anche il Medio Oriente subì gli effetti della guerra fredda. L'ONU aveva fatto pressioni per dare agli Ebrei uno Stato: così nel 1948 lo statista BEN GURION proclama la nascita dello Stato Libero di Israele. L'ONU aveva stabilito la divisione in due zone, una israeliana e una arabo-palestinese, ma dopo la proclamazione i paesi arabi (Egitto, Siria, Libano e Giordania) scesero in guerra contro il nuovo Stato sostenendo la Palestina.  L'esito della guerra fu favorevole a Israele e i Palestinesi furono obbligati a lasciare il territorio. La frattura tra Israele (sostenuto dagli USA) e i Paesi Arabi  (sostenuti dall'URSS) si aggrava quando in Egitto sale al potere il colonnello NASSER che nel 1956 chiude e nazionalizza il CANALE DI SUEZ, il collegamento marittimo fondamentale tra bacino mediterraneo e Oceano Indiano,, e minaccia gli israeliani con l'esercito dei Fedayn. La "crisi di Suez" si risolve con un accordo bilaterale tra le due super potenze e il transito nel Canale sarà garantito dall'ONU.  Nel 1958 Nasser costituisce e presiede la RAU (Repubbliche Arabe Unite) con Siria e Yemen: tale federazione si scioglie nel 1961 dopo il colpo di Stato in Siria, tuttavia i Paesi Arabi restano uniti contro Israele:

• nel 1960 si costituisce l'OPEC, che univa i più importanti Stati Arabi produttori di petrolio
• nel 1964 nasce l'OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina)

Nel settembre dello stesso anno inizia l'addestramento dei guerriglieri reclutati nei vari campi profughi palestinesi. Nella prima settimana di giugno 1967 si combatte la GUERRA DEI SEI GIORNI. L'esercito israeliano guidato da Moshè DAYAN ha la meglio sul "commando" unificato dei Paesi Arabi e conquista ampie zone degli Stati Arabi: l'ONU impone cosi il "cessate il fuoco" e invita Israele e Palestina a un accordo, attraverso le due potenze, ma l'URSS rifiuta ogni trattativa e accusa USA e Israele di comploto.

ITALIA - L'Italia uscì dalla guerra come uno Stato sconfitto. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 le sorti del Paese erano affidate agli Alleati (USA e Regno Unito) a cui è affidata una difficile ricostruzione. L'opera di "defascistizzazione" coinvolgeva vari settori. Nel 1946 il re Vittorio Emanuele III lascia il suo trono a suo figlio UMBERTO II, noto come "il re di maggio" in quanto sarà un regno di breve durata (poco più di un mese): il 2 giugno del 1936 il primo referendum a suffragio universale chiedeva di scegliere se confermare la monarchia o adottare la repubblica. La vittoria della repubblica segnó una svolta epocale per l'Italia. I Savoia lasciarono il Paese, e si dette inizio ai lavori per compilare la Costituzione Repubblicana, che vede la luce il 1 gennaio 1948. Primo Presidente della Repubblica Italiana fu Enrico DE NICOLA, eletto (pro tempore) dai membri della Costituente il 28 giugno 1946 e decaduto il 31 dicembre 1947 alla vigilia dell'entrata in vigore della Costituzione.
Anche l'Italia fu coinvolta nella guerra fredda. Pur  aderendo alla NATO l'Italia aveva il Partito Comunista più forte dell'Europa Atlantica, e direttamente finanziato dall'URSS: la particolare situazione e la posizione dell'Italia nel blocco della NATO, oltre al timore di un'invasione sovietica (a causa dal già citato maccartismo) produssero uma serie di tensioni che culminsrono nell'attentato al leader del PCI, Palmiro TOGLIATTI. Le Politiche del 1948 si svolsero in un clima da guerra civile. A vincere fu la DC di Alcide DE GASPERI. Il Parlamento scelse come Presidente della Repubblica l'economista L.  EINAUDI, a cui tra gli anni 50 e 60 seguiranno:

• G. Gronchi
• A. Segni
• G. Saragat

Il Governo di De Gasperi si attiva per ricostruire la difficile situazione italiana con l'istituzione della Cassa per il Mezzogiorno e la riforma tributaria di Vanoni, e nel 1953 vara la legge sul premio di maggioranza per il partito che avesse ottenuto il 50% dei voti: tuttavia alle successive Politiche la DC sfioró di poco questo tisultato causando le dimissioni di De Gasperi e il suo ritiro dalla politica italiana.

GLI ANNI SESSANTA - Gli anni 60 del XX secolo sono gli anni del rilancio ma anche della grande crisi sociale. USA e URSS si contendono lo spazio con diverse missioni: il sovietico Yuri Gagarin è il primo cosmonauta a essere lanciato in orbita nello spazio, Neil Armstrong è il primo astronauta a metter piede sulla Luna.
Negli USA si succedono i Presidenti John Fitzgerald KENNEDY e Lyndon JOHNSON. A Cuba, dopo la rivoluzione del 1959 che depose il dittatore Fulgencio BATISTA, il governo è assunto da Fidel CASTRO, uno dei capi della rivolta insieme al fratello Raul CASTRO, Camilo CIENFUEGOS ed Ernesto Che GUEVARA. L'isola caraibica, di fronte alla Florida, fu al centro di un caso politico spinoso per l'installazione di testate missilistiche sovietiche puntate sulle coste USA. Cuba, allineata agli Stati aderenti al Patto di Varsavia, fu per diversi anni la spina nel fianco degli USA e un'importante pedina nella scacchiera della guerra fredda. Nel corso della presidenza di Kennedy (assassinato a Dallas il 22 novembre 1963), e poi di Johnson,  si diffonde negli USA il sentimento di rivolta e di cambiamento, che  sfida il sistema di quei tempi. I movimenti più famosi sono quello per i diritti civili dei neri afroamericani e quello pacifista.
Il movimento a favore dei diritti civili dei neri ebbe due padri: il non violento Martin Luther KING e il leader delle Black Panthers, il carismatico MALCOLM X. Solo alla fine degli anni 60 fu approvata la legge che aboliva la segregazione razziale in tutti gli Stati federali. A sostenere il movimento si impegnarono anche il senatore democratico Robert KENNEDY, il fratello di JFK (ucciso anche lui in un attentato, a Memphis nel 1968) e i musulmani, che fecero moltissimi proseliti.
Il pacifismo nasce nelle Università  (sopratutto a Berkeley e a Stanford) in reazione all'istituzione di centri di coscrizione di giovani volontari per il Vietnam. Gli uffici di arruolamento vennero dislocati in "Senior High School" e nei campus universitari, reclamizzati dalla celebre immagine di "Uncle Sam" (personaggio simbolo degli USA) e lo slogan "I want you for U. S. Army". La massiccia campagna di arruolamento dei giovani volontari per la guerra del Vietnam fu duramente contestata anche dagli artisti (come i folk singer Joan Baez e Bob Dylan) e da diversi intellettuali. Il movimento operó anche fattivamente con i Peace Corps (corpi di pace) e la sua naturale evoluzione è la filosofia "hippy", cioé il sincretismo di pacifismo, libertarismo e misticismo orientale.
In Europa il movimento arriva negli ultimi anni 60: prima il "maggio francese" nel 1958, con la rivolta degli studenti dei Licei e delle Università, e nell'autunno del 1969 si forma anche in Italia un movimento di protesta allargato agli operai. I temi della protesta erano soprattutto la necessità di un rinnovamento culturale e l'accessibilità degli studi e delle carriere professionali anche ai ceti meno agiati, ma anche il sostegno al pacifismo, a Cuba e alla Cina. Negli anni 70, in Italia, da tali movimenti si distaccano le fazioni di tipo eversivo (ANNI DI PIOMBO).

2 - GLI ANNI DELLA SECONDA GUERRA FREDDA
(1969-1989)

INTRODUZIONE - Dopo gli anni 60 i rapporti tra Stati Uniti e URSS sono sempre tesi e complicati dalla crisi del petrolio e dai nuovi focolai di guerra in Afganistan e in Medio Oriente. Dopo la durissima repressione sovietica nel 1969 della PRIMAVERA DI PRAGA l'Occidente si dissocia e anche alcuni  Partiti Comunisti prendono le distanze da Mosca. La nuova crisi tra gli USA e l'URSS si estende alla tecnologia e allo sport.
La seconda fase della guerra fredda si chiuderà alla fine degli anni Ottanta con la fine dei regimi comunisti dell'Est Europa e la demolizione del Muro di Berlino.

USA E URSS - Un primo segno di "disgelo" arriva negli anni 70 con i due accordi SALT 1 e 2 (Strategic Army Limitation Treaty cioé Trattato per la linitazione delle armi da guerra) che furono firmati da L. Breznev per l'URSS e da R. Nixon e J. Carter per gli USA. Ma la distensione tra i blocchi non fu mai continuativa: si ricordano l'EMBARGO (interruzione dei flussi di commercio) ai danni di Cuba e il sostegno ai regimi anti-comunisti in Sudamerica (soprattutto  Nicaragua e Argentina).
I presidenti degli USA negli anni 70 sono anche noti per le controversie dei loro mandati. Il repubblicano Richard NIXON fu al centro dello scandalo del WATERGATE (nome del famoso hotel che ospitava il Partito Democratico, nelle cui stanze furono trovate delle microspie): lo scandalo costrinse Nixon, eletto per il secondo mandato, alle dimissioni in favore del suo vice Gerald FORD. Il democratico James Earl CARTER fu ingiustamente accusato (dopo l'assalto all'ambasciata americana a Teheran, durante la rivoluzione del 1979 in Iran) di negligenze e ritardi negli interventi per salvare gli ostaggi. In realtà Carter pagó per la grave  recessione economica seguita alla fine della presidenza di Nixon, che era riuscito a contrastare la "crisi del dollaro" dei primi anni 70. Dopo la parentesi democratica, gli anni 80 si aprono con i due mandati presidenziali di Ronald REAGAN: è l'inizio di una lunga fase repubblicana. Reagan fu protagonista del rilancio economico e finanziario degli USA, grazie anche all'adozione della politica NEOLIBERISTA (detta REAGANOMICS) che  prevedeva:

• drastico taglio alle spese pubbliche
• massiccia privatizzazione degli enti pubblici
• aggressivo assalto ai mercati
• aumento del prelievo fiscale

Reagan fu il protagonista del "disgelo" con l'URSS, con l'ascesa al potere di Mikhail S. GORBACEV, ma la fine della corsa agli armamenti e lo smantellamento degli "euromissili" erano dovuti più a motivi economici che politici o ideologici.  
Anche l'URSS era da anni costretta a subire le pesanti ripercussioni economiche della Guerra Fredda, aggravate dal naturale immobilismo finanziario dovuto al socialismo reale, dalla presenza di un apparato gerarchico e burocratico arretrato e dalla nascita di un mercato interno parallelo e illegale. Dopo la fine della lunga era Breznev e le  brevi presidenze di Yuri ANDROPOV e Konstantin CERNJENKO, sale dunque al potere Mikhail S. GORBACHEV, autore di un'incredibile svolta politica, culturale e ideologica. Il programma politico di Gorbachev (in russo PERESTROJKA ossia "nuova prospettiva")e l'adozione della GLASNOST (trasparenza) furono decisivi sia per la fine della Guerra Fredda sia per la fine dell'URSS. È attualmente l'ultimo segretario generale del PCUS ancora vivente. Nei suoi sei anni al governo (1985-1991) si sfalda con impressionante velocità sia l'Unione Sovietica sia il Patto di Varsavia: i primi Stati a uscire furono la Polonia e la Romania del dittatore Nicolae CEAUSESCU, il Duce Rosso, il cui regime viene rovesciato. Il 9 novembre 1989 inizia la demolizione del Muro di Berlino, che da 28 anni era simbolo della Guerra Fredda.

ASIA - Nei anni 70 e 80 prosegue il cammino di emancipazione dei paesi asiatici con la diffusione dei governi comunisti in Cambogia, nel Laos e in Myanmar. Nel 1976 in Cina muore Mao e anche qui inizia col successore DENG XIAO PING il processo di modernizzazione come in URSS. Il 30 aprile 1975 si conclude la Guerra del Vietnam. Ma la novità del periodo è il fenomeno delle guerre locali, cioé i conflitti sorti in  aree circoscritte. I fronti  più importanti sono: l'Afghanistan - il cui territorio fu invaso nel 1979 dalle truppe sovietiche per evitare gli effetti della guerra civile scoppiata all'indomani della presa di potere di KARMAL - e l'Iran, dove nello stesso anno viene deposto lo Shah REZA PAHLAVI al posto del quale si imsedia il regime degli AYATOLLAH. Gli USA e l'URSS sono coinvolti nelle guerre locali e le tensioni si estendono anche agli Stati allineati (famosi i due rispettivi  "boicottaggi" dei Giochi Olimpico nel 1980 a Mosca e nel 1984 a Los Angeles, che furono causati proprio dalle crisi locali).

MEDIO ORIENTE - Una nuova frattura tra Israele e gli Stati Arabi è la guerra dello YOM KIPPUR, in seguito alla quale le milizie arabe invadono la spomda est del Canale di Suez, già occupata da Israele, ma l'esercito israeliano la rioccupa in soli 4 giorni. L'OLP allora reagisce con una serie di attentati dei terroristi: il governo di Tel Aviv dà l'ordine di attaccare i due campi profughi di SABRA e di CHATILA, in Libano, che erano stati ritenuti covo di terroristi palestinesi. Fu in realtà un massacro inutile di civili inermi (sopratutto donne e bambini).
Una tregua importante arriva nel 1978 con gli ACCORDI DI CAMP DAVID tra Israele ed Egitto (col patrocinio degli USA di  Carter). Ma la tensione resta alta: nel 1981 il presidente egiziano Anwar-El SADAT muore in un attentato al Cairo.

EUROPA - L'Europa, dopo la Primavera di Praga, gira le spalle agli Stati del Patto di Varsavia. La distensione arriva dalla Germania Ovest grazie alla politica diplomatica di Willy BRANDT (la OSTPOLITIK) che peró si interrompe alla fine del mandato di Brandt, con il successore Helmut SCHMIDT. Il dialogo tra le "due Germanie" riprende col cancellierato di Helmut KOHL (il  "padre" della riunificazione tedesca). In Francia si affermano i moderati con i Presidenti Georges POMPIDOU e Valery GISCARD D'ESTAING, ma neglo anni 80 inizia la lunga era del presidente socialista F. MITTERRAND. In Italia gli anni 70 sono ricordati col nome di ANNI DI PIOMBO: è un decennio di instabilità iniziato il 12 dicembre del 1969 con la STRAGE DI PIAZZA FONTANA a Milano, sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura. Le "piste eversive" si individuano nei gruppi di matrice neofascista, comunista e anarchica: il più famoso è quello delle BRIGATE ROSSE, responsabile di attentati a giornalisti e politici oltre al sequestro e all'omicidio di Aldo Moro nel 1978.  Le stragi (nome usato per gli atti eversivi neofascisti) più gravi furono (oltre a quella già citata) quella di Brescia in Piazza della Loggia (nel 1974) nel corso di una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati, e quella della Stazione di Bologna (nel 1980). I due partiti della maggioranza (la DC di Aldo Moro) e dell'opposizione (il PCI di Enrico Berlinguer) sottoscrivono un accordo di solidarietà nazionale (il COMPROMESSO STORICO), cioé un patto per un piano di riforme sociali allo scopo di contenere l'instabilità del Paese.
I Presidenti della Repubblica Italiana degli anni 70 e 80 sono stati;

• G. Leone
• S. Pertini
• F. Cossiga

Durante gli anni 70 e 80 si radicalizza il fenomeno degli omicidi di mafia e di camorra. Tra le vittime più famose dei vari attentati ricordiamo i magistrati  Rocco CHINNICI e  Rosario LIVATINO, il Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA, e i giornalisti Giancarlo SIANI e Peppino IMPASTATO. La guerra Stato-Mafia continuerà nei primi anni 90. Nel Regno Unito inizia l'era del Premier conservatore Margaret THATCHER. La politica della IRON LADY, come fu chiamata, non era così diversa dalla "reaganomics" (tagli alle spesa pubblica e privatizzazioni, aumento del "fiscal drag" e dei prezzi dei generi di consumo, riduzione dei salari) con il conseguente allargamento della forbice sociale tra le classi, cone in USA di Reagan.

MONDO - Negli anni 70 finiscono gli ultimi tre fascismi europei (in Portogallo, in Grecia e in Spagna) mentre in alcuni Stati dell'America Latina si insediano dittature militari di caratterre neofascista, come quella di Pinochet in Cile, di Viola e poi Videla in Argentina, di Stroessner in Paraguay e Noriega a Panama. Alla fine degli anni 80 finisce in Sudafrica la trentennale detenzione dello storico attivista dell'African National Congress Nelson MANDELA, che segna anche la fine dell'apartheid nel Paese.

3 - IL MONDO DOPO LA FINE DELLA GUERRA FREDDA
(1990-2000)

INTRODUZIONE - Negli anni 90 - a causa dello scioglimento del Patto di Varsavia e dell'URSS - si regista un aumento del numero degli Stati, a cui si aggiungono quelli della Jugoslavia. I nuovi fronti di tensione si spostano al mondo islamico. In Europa dopo la fine della "CORTINA DI FERRO" si afferma il programma di unione tra gli Stati con gli accordi di Maastricht e  Schengen.

USA - Negli Stati Uniti si apre  l'era di George BUSH. Il  neoliberismo reaganiano si basava su due aspetti:

• la DEREGULATION, cioè il progressivo allontananamento dello Stato dall'economia
• i tagli sul WELFARE, il sistema assistenziale

Il successore di Reagan (e già suo vice) G. Bush non si allontana dalla politica neoliberista, ma, tuttavia, alla manovra  di Bush non consegue la riduzione del debito federale, pur a fronte dei drastici tagli alla spesa. A Bush succederà il democratico Bill CLINTON, il quale peró conferma la stessa politica dei repubblicani.
Il decennio si chiude con l'elezione del repubblicano George W. BUSH (il figlio dell'ex presidente).

MEDIO ORIENTE - Nel 1991 si apre la PRIMA GUERRA DEL GOLFO in seguito all'invasione del Kuwait da parte dell'Irak di SADDAM HUSSEIN. L'invasione è contrastata dal decisivo intervento NATO con l'Operazione DESERT STORM. La guerra dura un mese e si chiuse con la sconfitta irachena, nonostante Hussein avesse tentato di estendere il conflitto agli altri Stati Arabi, invocando la guerra santa (la JIHAD) contro il comune nemico americano.
Nello stesso periodo si ha uno storico accordo tra Israele e OLP: Ythzak RABIN, primo ministro israeliano, e Yasser ARAFAT, leader palestinese, firmano la tregua dopo 40 anni di conflitti. Ma la tregua non basta a pacificare il Medio Oriente. Dopo la fine della prima Guerra del Golfo ci sono ben  tre gruppi a contendersi la Palestina:

• HAMAS, il movimento palestinese
• il "Partito di Dio" dello HEZBOLLAH, degli Stati Islamici più irriducibili
• la DESTRA ISRAELIANA di Ariel SHARON

Nel 1994 Rabin muore in un attentato e gli succede Benjamin NETANYAHU. Alla fine del decennio la tensione tra  USA e paesi arabi si radicalizza diventando una guerra, che sfocerà in una serie di attentati il giorno 11 settembre del 2001.

AFRICA - Gli anni 90 sono stati anni di emancipazione per molti Stati africani dopo la fine del dominio europeo ma anche anni di conflitti di tipo etnico e religioso (si ricordano i genocidi in Ruanda e in Burundi). In Sudafrica il leader della lotta contro l'apartheid, Nelson MANDELA, è scarcerato dopo 30 anni di prigionia e nel 1994 il suo partito lo porta ad una clamorosa vittoria alle Elezioni. Nei paesi africani mediterranei  (Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto) si registrano i primi segnali di instabilità che portano nel 2000 alla PRIMAVERA ARABA.

URSS E BALCANI - Con la fine dell'URSS e del Patto di Varsavia, e  col distacco delle nazioni  jugoslave, la carta politica dell'Europa è completamente stravolta.
L'indipendenza di Bosnia, Slovenia e  Croazia è la causa di un conflitto con la Serbia di Slobodan MILOSEVIC, per questioni territoriali e di confine, ma anche di natura etnica e religiosa (ortodossi e musulmani). Milosevic fu responsabile dell'occupazione di molti territori e di genocidi e deportazioni, obbligando l'Occidente a intervenire. I territori, alla  sconfitta di Milosevic, furono divisi e il dittatore serbo verrà condannato per "crimini contro l'umanità".
Anche In Est Europa si assiste alla dissoluzione degli ex Stati sovietici: tra
i primi Stati a dichiararsi indipendenti dall'URSS ci sono i paesi baltici, quelli asiatici e poi l'Ucraina. Il fenomeno di emancipazione indebolì la poltrona di Gorbachev., sostituito da Boris ELTSIN nel 1992. Eltsin trasformó la ex-URSS im una nuova comunità di stati federati e guidati dalla Russia. Al posto della vecchia bandieta fu adottato il tricolore della Federazione Russa. Ma la più grande rivoluzione di Eltsin è la messa fuori legge del Partito Comunista Sovietico e la manovra per entrare nel libero mercato e nel G8. La svolta arriva peró solo col successore Vladimir PUTIN, che porta la Russia alla ribalta internazionale. Come già per gli USA i problemi per la Russia nel 2000 sono legati  al terrorismo islamico (in particolare  ceceno).

EUROPA - Il  19 giugno del 1990 Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Francia e Germania Ovest firmano la Convenzione di Schengen. Il Trattato (che applicava gli accordi di 5 anni prima) disponeva l'eliminazione delle frontiere tra gli Stati che vi aderivano. Nello stesso anno aderì anche l'Italia, seguita poi da Spagna e Portogallo. Il 7 febbraio 1992 nasce a Maastricht  l'UNIONE EUROPEA. Il Trattato di Maastricht fu sottoscritto dai 12 Stati  della (fino a quel tempo) COMUNITÀ EUROPEA per fissare le regole e i parametri necessari all'ingresso dei vari Stati nell'Unione. Il Trattato è entrato in vigore il 1 novembre 1993. I due Trattati del 1990 e 1992 costituiscono un momento essenziale per l'Europa.
Nel Regno Unito, finito il tempo della Thatcher, il governo va ancora ai conservatori (con John Major) e poi ai laburisti (Tony Blair). La sterlina entra a far parte dello SME (cioé il Sistema Monetario Europeo) ma non aderirà all'Eurozona nel 2002. La Germania si riunifica con Helmut Kohl. L'economia tedesca si rafforza e il Paese attira i lavoratori di Balcani ed Est Europa. Le crescenti ondate dei migranti di Africa e Asia interessano anche la Francia. Il problema dei sans papier, gli immigrati irregolari, fu affrontato in modi diversi dai governi, fino a votare la legge  per regolare gli ingressi nel Paese, con l'opposizione del Front National di Jean Marie Le Pen. Ma nonostante gli sforzi per contenere il flusso, il numero dei migranti continua ad aumentare e si innescano tensioni e disordini alla periferia di Parigi (nella "banlieue").
Gli anni 90 in Italia sono il periodo di transizione a quella che è stata (un po' impropriamente) definita SECONDA REPUBBLICA. Il termine è fuorviante poiché  non corrisponde alla modifica della Carta Costituzionale (come per esempio in Francia) ma è  evocativo per indicare il radicale cambiamento del clima politico:

• la fine dei due partiti simbolo del XX secolo, il PCI e la DC
• la crisi del PENTAPARTITO, cioé la coalizione di 5 partiti del governo (la DC, il PSI, il PSDI. il PLI ed il PRI)
• l'avvento di un sistema BIPOLARE diviso in due coalizioni

Nel 1992 le indagini del "pool" della Procura di Milano guidato da Borrelli e da D'Ambrosio, e composto dai giudici:

• Di Pietro
• Davigo
• Colombo
• Parenti
• Boccassini

rivelano una fitta rete di corruzione e finanziamenti illeciti ai partiti politici.  L'Operazione MANI PULITE e lo scandalo che ne seguì (che i media chiamarono Tangentopoli) travolsero la politica e l'imprenditoria. Lo stesso anno due tra i più attivi magistrati antimafia, FALCONE e BORSELLINO, vengono assassinati a Palermo. La concatenazione luttuosa deglo eventi è all'origine di una scelta di solidarietà nazionale che porterà al Quirinale i Presidenti O. L. Scalfaro e C. A. Ciampi e al governo le coalizioni de La Casa delle Libertà (guidato da Berlusconi) e quella de l'Ulivo (guidata da Prodi).

MONDO  - La globalizzazione è ia vera novità degli anni 90. Le aziende per contenere i costi decidono di delocalizzare la produzione affidanfosi a manodopera straniera e a basso costo. Nasce il TERZIARIO, il settore dei servizi, che prende vita grazie alla diffusione di internet. La rivoluzione telematica è all'origine di una svolta epocale che coinvolge i vari settori di commercio e finanza. Gli Stati di più recente sviluppo si inseriscono come primi produttori di servizi: il Brasile, la Russia, la Cina, l'India e il Sudafrica (BRICS).. La globalizzazione allontana l'economia dal classico asse USA-Europa:

• nasce il WTO (World Trade Organization) l'organo che regola il commercio tra gli Stati
• nasce il NAFTA (North America Free Trade Association) l'organo che regola il commercio in Nord America e in Messico
• si sviluppa il commercio equo e solidale (FREE TRADE) per tutelare la produzione dei Paesi in via di sviluppo

Nonostante gli sforzi del WTO il XX secolo si chiude con il divario tra le economie dei Paesi: la richiesta più urgente è la cancellazione del debito dei Paesi  in svantaggio verso USA ed Europa, e l'approvazione di leggi per regolare le ondate dei migranti.
Infine, uno dei nuovo problemi a livello globale è l'ambiente. Nel 1992 la Conferemza di Rio avvisa sull'urgenza di ridurre i gas serra nell'atmosfera ed evitare l'ulteriore allargamento del buco nell'ozono.

Piergiovanni Morittu