giovedì 23 febbraio 2017

 C4 - U3 - L1

L1 15-03-17
CORRETTA

 C4 - U3
Dalla crisi dell'Ancien Régime alla Restaurazione

1 -  L'ETÀ DELLE DUE RIVOLUZIONI

INTRODUZIONE - La prima metà del XVIII secolo, che si conclude nel 1748 con la PACE DI AQUISGRANA, che chiude la guerra di successione austriaca, è nota come FASE DI EQUILIBRIO perché essa  genera la carta geopolitica dell'Europa moderna. La seconda metà del secolo XVIII è interessata da una serie di fermenti rivoluzionari che modifica gli assetti  dell'equilibrio geopolitico, e per questo è chiamata FASE DI RIVOLUZIONE. Questa fase non si conclude a fine secolo: molti storici concordano infatti su una Rivoluzione Atlantica che comprende:

• la guerra di indipendenza americana
• le fasi della rivoluzione francese
• i moti degli anni 20 e 30 e del 1848

Questa fase finisce con le unificazioni italiana e tedesca.

LA GUERRA DEI SETTE ANNI
1756-1763

È la prima guerra "mondiale" della storia, in quanto ha coinvolto anche territori extra-europei. Dopo il 1748 si rovescia il quadro delle alleanze: la Prussia di Federico II si allea con la Gran Bretagna per garantirsi un appoggio da parte degli Hannover e l'Austria si allea alla Francia di Luigi XV per il comune sentimento anti-prussiano. Il conflitto ha inizio con l'invasione della Slesia da parte della Prussia nel 1756. Al conflitto si aggiunge la Russia dello zar Pietro III che si allea all'Austria. La guerra si conclude nel 1763 con due paci separate:

• quella di Hubertsburg  tra Austria e Prussia, che non produce mutamenti di rilievo oltre alla cessione della Slesia alla Prussia
• la pace di Parigi tra la Gran Bretagna e la Francia, costretta a cedere buona parte del suo impero coloniale

Le conseguenze della guerra dei Sette Anni sono:

• il consolidamento della Prussia e della Russia, che dopo il conflitto si alleano
• l'affermazione della supremazia della Gran Bretagna
• il declino della Francia
• la stabilità dell'Austria

L'importanza del conflitto è dovuta alle trattative di pace tra gli assolutismi illuminati che segnano una significativa svolta nelle relazioni tra Stati.

LA RIVOLUZIONE AMERICANA
1773-1781

Le tredici colonie britanniche del Nord America si erano formate dopo la fuga dei Puritani dal Paese per evitare le persecuzioni stuartiane e anglicane, e costituivano una risorsa produttiva e commerciale di rilievo tra i domini della madrepatria, sopratutto per le tasse sui prodotti in entrata e in uscita. A rendete tesi i rapporti con Londra era l'assenza di una forma di rappresentatività politica, a fronte di dazi sempre più alti. Per far valere i propri diritti i coloni erano ricorsi a uno dei principi fondamentali della Magna Charta, che  affermava il rifiuto delle esazioni nel caso in cui fosse stato negato ai sudditi il diritto alla rappresentanza politica (no taxation without representation). Nei due Congressi di Filadelfia si scontrano i Radicali come i Figli della Libertà, i Moderati, che rifiutavano la separazione dalla Gran Bretagna e i Lealisti, che erano fedeli al sovrano. Il 5 marzo del 1770 in una guerriglia muoiono 50 coloni. Il 16 dicembre del 1773 alcuni Figli della Libertà travestiti con abiti di nativi americani assaltano la nave della East India Company, alla fonda nel porto di Boston, e buttano in mare il carico di thè della stiva. L'episodio è passato alla storia come "Boston Tea Party". Dopo l'episodio i Moderati cercarono un accordo con Giorgio III (Petizione del Ramo d'Ulivo) ma il sovrano non poteva esercitare il diritto di veto sulle decisioni del Parlamento. Il 4 luglio del 1776, a Filadelfia, le 13 colonie proclamavano la loro indipendenza. La carta fu redatta da Thomas JEFFERSON ed era una dichiarazione di guerra. La Gran Bretagna era sostenuta da altre nazioni ma alla fine la causa dei coloni portó la Francia ad appoggiare i ribelli. Le più famose vittorie degli indipendentisti furono a Saratoga, nel 1777, e a Yorktown nel 1781. Nel 1783, con la pace di Versailles, la Gran Bretagna riconosceva l'indipendenza dei tredici Stati. Dopo i problemi del dopoguerra, dovuti alla difficoltà dei tredici Stati di trovare un accordo e alla crisi delle risorse, gli Stati aderiscono al progetto federativo.
Nel 1787 la Commissione dei  Saggi presieduta da George WASHINGTON redige la Costituzione, che entra in vigore l'anno successivo. Washington viene eletto Presidente degli USA. Nel 1791 la Costituzione è completata con i Dieci Emendamenti, ispirati alla concezione libertaria illuminista e ancora usati.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE
1789-1799

La comune espressione "rivoluzione francese" è usata dagli storici per indicare il decennio che inizia con la RIVOLUZIONE DEL 14 LUGLIO  1789 e si chiude con il COLPO DI STATO DI NAPOLEONE DEL 18 BRUMAIO (cioé del 9 novembre) 1799, con il quale inizia l'ETÀ NAPOLEONICA. Le cause della rivoluzione francese sono da ricercare nel progressivo indebolimento del potere assoluto del re (ANCIEN RÉGIME). Il divario tra il Terzo Stato borghese e gli "stati" del clero e della nobiltà si era allargato per l'eccessiva pressione fiscale sulla borghesia. A peggiorare la situazione era stata la convocazione degli Stati Generali da parte del re Luigi XVI, su richiesta del Terzo Stato: nonostante il Terzo Stato rappresentasse il 98% dei cittadini, il potere dei primi due fu determinante per votare l'ennesima "manovra" finanziaria a discapito del Terzo Stato. La crisi portó i deputati del Terzo Stato a lasciare il Parlamento dando inizio alla rivolta:

• si forma l'Assemblea Nazionale
• si forma la Municipalità parigina
• si adotta la coccarda tricolore

Il 14 luglio 1789 la folla dà l'assalto alla Bastiglia e nonostante i tentativi di Luigi XVI di pacificare la situazione, il clima politico e sociale si fa sempre più instabile.  L'opposizione del re ai 17 articoli della Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino portó ad una definitiva rottura: il re e la famiglia reale furono prelevati da Versailles e confinati alle Tuileries. In questa sede nel mese di ottobre 1789 si riunisce l'Assblea Nazionale Costituente.
Il dibattito politico sul destino del re Luigi XVI divide i club e i deputati tra moderati e radicali, e il tentativo di fuga del re e il successivo arresto alle Tuileries è la causa della scissione dei Giacobini di Robespierre, dai quali si separano i  più moderati Foglianti. La situazione precipita quando il 15 luglio 1791 l'Assemblea restaura la monarchia di Luigi XVI. La rivolta della sinistra porta a uno scontro a Campo di Marte in cui muoiono 40 sanculotti (i proletari più irriducibili). Il 3 settembre 1791 vede la luce la prima Costituzione francese ma l'Assemblea è  indebolita da tre elementi:

• il diritto di veto del re
• il potere dei proprietari di terre sui ceti meno agiati
• l'adozione del sistema censitario

Le divisioni della sinistra repubblicana (i moderati Girondini e i più radicali Giacobini) si acuirono con la decisione di Luigi XVI di dichiarare la guerra all'Austria. Il vero scopo della guerra era quello di rilanciare le quotazioni del sovrano francese ma anche quello di essere un monito per i rivoluzionari austriaci che avessero voluto imitare i rivoluzionari francesi. La guerra fu un disastro. La reazione dei sanculotti e dei Giacobini fu rabbiosa: il 10 agosto 1792 veniva proclamata la COMUNE INSURREZIONALE dai Giacobini, e i sanculotti assaltavano le Tuileries. L'Assemblea decise allora di destituire di nuovo il re e di affidare il governo a un esecutivo provvisorio di 6 membri. L'Assemblra si sciolse e furono indette nuove elezioni per istituire una Convenzione Nazionale, che il 20 settembre si insedia. Il 21 settembre si proclama la repubblica.
Il biennio 1792-1794 è la fase più radicale tra le fasi della rivoluzione e comprende:

• la guerra tra Girondini e Giacobini
• la dittatura giacobina e il Terrore
• la reazione termidoriana

Nell'ottobre 1792 inizia il processo al re. Invano i Girondini provano a salvarlo: la maggioranza dei deputati della Convenzione Nazionale lo condanna a morte. Il 21 gennaio 1793 il re fu giustiziato. I Giacobini chiedono un Tribunale Rivoluzionario contro i sospetti ma i Girondini temono una dittatura. Il 24 giugno 1793 veniva approvata la Costituzione Democratica ma a luglio i Giacobini e il COMITATO DI SALUTE PUBBLICA - guidato da Robespierre e Saint-Just - presero il potere. La dittatura dei Giacobini fu il periodo più sanguinoso del decennio rivoluzionario, tanto da essere stato ribattezzato "Terrore" per evocare il clima politico dovuto alla LEGGE SUI SOSPETTI introdotta da Robespierre. Le condanne a morte alla ghigliottina si comminavano senza dei veri processi ed è certo che siano stati almeno 17mila i cittadini arrestati e condannati dal Comitato di Sicurezza Generale, la polizia politica del regime (tra i più famosi il chimico Lavoisier e la vedova di Luigi XVI, M. Antonietta). Il governo dei Giacobini fa approvare una serie di riforme:

• la legge sul calmiere dei prezzi
• la completa laicizzazione dello Stato
• l'abolizione  delle festività religiose
• l'adozione di un nuovo calendario rivoluzionario con data di inizio il 22 di settembre (il primo giorno della Prima Repubblica)
• il culto dei Martiri della Rivoluzione e della Dea Ragione

A far crollare la dittatura fu la frattura tra gli estremisti Arrabbiati di Hébert e i più moderati Indulgenti di Danton, che chiedevano la fine del Terrore. Ma il vero motivo della crisi fu il tentativo di Robespierre di instaurare una dittatura personale. Il  suo atto più famoso fu il Decreto con cui istituiva il culto dell'Essere Supremo, che gli fece perdere il sostegno degli atei Arrabbiati. Il 9 termidoro (27 luglio) 1794  alcuni fuorisciti con l'appoggio dei moderati rovesciavano il regime e arrestavano i Giacobini. Il 28 luglio fu eseguita la condanna a morte senza processo dei vari capi del regime.
Dopo la fine del Terrore il clima politico non fu meno instabile e al posto del Terrore Rosso dei Giacobini si diffondeva la reazione del Terrore Bianco contro i sospettati di simpatie giacobine. I termidoriani iniziano una feroce opera di "degiacobinizzazione" a cominciare dall'abolizione della legge sul calmiere dei prezzi e dal ripristino della libera iniziativa.
Il 22 agosto 1795 entra in vigore la Costituzione dell'anno III (così detta dal terzo anno della repubblica). Al posto della Convenzione Nazionale c'erano due Camere:

• il Consiglio dei 500
• il Consiglio degli Anziani

Il potere esecutivo fu invece affidato a um Direttorio di 5 membri. Il nuovo corso termidoriano vietó inoltre ogni forma di associazione popolare nel timore di una ricostituzione del partito giacobino.